Venerdì, 18 Gennaio 2019
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MESSINA

La III circoscrizione vuole fare piazza pulita

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“Ho avviato una raccolta di firme per chiedere  l’assegnazione di un Santo a cui votarci e a cui dedicare un’edicola , al rione Mangialupi.”- Lo dice quasi seriamente il consigliere della III circoscrizione, Raimondo Burrascano, il quale spiega: nel nostro quartiere, per avere un minimo di pulizia e di scerbatura, deve esserci almeno una festa patronale. A Mangialupi, quindi, siamo destinati a vivere tra i rifiuti e le erbacce. Fa ridere e piangere questa riflessione amara, come amaro è constatare in che condizioni versa l’intera circoscrizione, da Camaro a Bordonaro, da Cumia a Fondo Fucile, da Valle degli Angeli a Gazzi. Un’area che conta 60mila residenti, dove gli  operatori ecologici si vedono ogni tanto e gli addetti alla scerbatura una settimana ogni cinque. Per non parlare della  potatura degli alberi, non effettuata da anni, al punto che i rami si infilano dentro gli appartamenti.  Stamattina, capitanati dal presidente Natale Cucè, i vari consiglieri della terza circoscrizione hanno esposto le criticità delle diverse zone di riferimento, dove ci hanno messo la faccia, dove sono stati eletti e dove devono dare risposte. Ancora non capisco quale sia il mio ruolo – ha detto il consigliere Nunzio Signorino- se non riesco ad avere un interlocuzione diretta con l’amministrazione comunale, con il dipartimento, con Messinambiente o l’Ato 3. Il quartiere è sporco- hanno confermato tutti- la vegetazione incolta cresce dovunque, il viale Gazzi,  porta della città per chi arriva dall’autostrada per raggiungere il policlinico, è una vergogna, le erbacce crescono ad altezza uomo sullo spartitraffico, sui marciapiedi. Ci siamo sentiti  rispondere- e sembra una barzelletta-  che l’operatore ecologico era allergico alla paretaria, quando gli abbiamo chiesto se potesse intervenire. E gli unici due assegnati al quartiere sono stati dirottati a Taormina e mai sostituiti. Cucè assicura che, per esempio, le condizioni dello spartitraffico di via La Farina, dove sono scoppiati due incendi in due giorni la settimana scorsa, erano state segnalate addirittura nell’aprile 2014, ma né i rifiuti erano stati rimossi né la scerbatura effettuata. Numerose le riunioni convocate per discutere di queste problematiche, invitando sia l’assessore Daniele Ialacqua che il commissario di Messinambiente Alessio Ciacci- “che non ci hanno degnato della loro presenza”- aggiunge Natale Cucè, il quale invita Ialacqua a rimettere la delega per conclamata inadempienza,  e  Ciacci a non occuparsi solo di differenziata, ma anche di tenere pulita la città. La paura è anche che, in mancanza di interventi di derattizzazione e disinfestazione,  fra poco, col caldo, ad aggiungersi ai già noti problemi, ci sia l’aumento di topi, blatte e insetti. Il  quartiere sta meditando sulla possibilità di avviare una class action, a nome dei residenti, per chiedere l’esonero dal pagamento della prossima  Tari, non dovuta per la mancata effettuazione del servizio

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