Lunedì, 21 Gennaio 2019
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MESSINA

Nessun patto tra la mafia e MessinAmbiente

messinambiente, Messina, Archivio

 Le basi del castello accusatorio erano già state spazzate via. Adesso cade anche quel che resta dell’impianto costruito dalla Procura e smantellato, colpo dopo colpo, dalla difesa. Si sgonfia ancora l’i n c h i esta sulle presunte infiltrazioni mafiose nella società dedita alla raccolta e smaltimento dei rifiuti MessinAmbiente: ieri, i giudici della Corte d’appello (Tripodi presidente, Grimaldi e Sagone a latere) hanno assolto con la formula «per non aver commesso il fatto» due imputati condannati in primo grado. Completamente scagionati Raimondo Messina e Gaetano Nostro, difesi dall’a v v o c ato Salvatore Silvestro. Mentre è stata confermata la prescrizione già disposta nei confronti del consulente Benedetto Alberti (assistito dall’avvocato Giovambattista Freni), il quale aveva presentato ricorso puntando all’a ssoluzione piena. Agli inizi del Duemila, non ci fu, quindi, nessun patto tra i clan mafiosi cittadini con l’obiettivo di dettare legge in casa MessinaAmbiente e condizionarne le varie attività.

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