Venerdì, 20 Settembre 2019
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MESSINA

Lo spaccio a Mangialupi, processo per 28 imputati

di
mangialupi, spaccio droga, Messina, Archivio

 Le prove sarebbero schiaccianti a giudizio dell’accusa. A tal punto da aver chiesto e poi ottenuto il processo con il rito abbreviato per i soggetti invischiati nell’operazione antidroga battezzata “Vicolo cieco”. Il prossimo 17 settembre in 28 dovranno comparire davanti al collegio della prima sezione penale di Palazzo Piacentini. Effetto della decisione adottata dal gup Giovanni De Marco, il quale ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Liliana Todaro, titolare del fascicolo. Imputati Giuseppe Arena, 38 anni; Antonino Aricò, 43 anni; Angelo Aspri, 31 anni; Maria Baluce, 38 anni; Luciano Bartone, 44 anni; Giovanni Capria, 25 anni; Antonino Casablanca, 39 anni; Nunzio Corridore, 38 anni; Giovambattista Cuscinà, 35 anni; Francesco De Domenico, 43 anni; Salvatore De Luca (di Patti), 28 anni; Pasquale Erba, 48 anni; Salvatore Furnari, 51 anni; Salvatore Gangemi, 49 anni; Achille Misiti, 34 anni; Antonino Muscarà, 45 anni; Daniele Ragusa, 23 anni; Basilio Schepis, 53 anni; Felice Schepis, 38 anni; Giovanni Schepis, 48 anni; Santino Emanuel Schepis, 25 anni; Francesco Tamburella, 31 anni; Alfredo Trovato, 49 anni; Giovanni Assenzio, 50 anni; Giuseppe Triolo, 34 anni; Alessandro Catalano, 22 anni; Salvatore De Luca (di Magenta), 36 anni; Francesca Paratore, 35 anni. Stando al castello accusatorio costruito dalla Procura, con differenti ruoli e compiti avrebbero fatto parte di una holding dello smercio di droga ben radicata nel rione di Mangialupi. Gli stupefacenti venivano importati dalla Locride, affluivano nella zona sud e rifornivano i principali canali dello spaccio della città e della provincia, con sconfinamenti nel Catanese. Cuore pulsante di questa “impresa della droga” era una consorteria criminale che dettava legge al rione Mangialupi: usava come base un ritrovo di Gazzi e un vicolo vicino (da cui deriva il nome dell’inchiesta) in cui si pianificavano rifornimento, distribuzione, spaccio e riscossione crediti. Proprio lì, grazie anche a intercettazioni ad alta tecnologia, è penetrata la polizia.

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