Martedì, 25 Settembre 2018
MESSINA

Porto di Tremestieri
riapertura valutata
dopo lo scirocco

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Ha ‘dda passà a nuttata diceva il grande Eduardo de Filippo in Napoli milionaria. Passata la prossima, durante la quale è prevista una forte ondata di Scirocco con onde tre i due e tre metri, si potranno valutare le condizioni all’interno del porto per poi decidere, eventualmente, se riaprirlo parzialmente. La storia infinita continua mentre i tir attraversano le strade del centro ormai da un mese. A conclusione delle operazioni di dragaggio, alle quali ha fatto seguito una breve mareggiata, le condizioni erano giudicate non proprio ideali, proprio in funzione di nuovi eventi meteo marini avversi. Spostare il naviglio da un approdo all’altro, oltretutto, avrebbe comportato disagi alle società armatrici che devono riorganizzare i turni del personale. Quindi non prima di giovedì si saprà se potra essere aperto lo scivolo uno dell’approdo a sud. Venerdì invece iniziano le procedure per l’assegnazione del nuovo intervento di pulizia dei fondali per consentire l’apertura integrale.

Legate al futuro dell’approdo a sud, le sorti dei 36 lavoratori della Terminal Tremestieri. In vista della conclusione della procedura per l’affidamento dei servizi di gestione del bacino fast confsal e Ugl mare chiedono  all’Autorità Portuale di Messina di valutare  l’opportunità di sospendere il bando di gara. Ritengono che, seppur appetibile per la durata aumentata da 4 a 6 anni, la gestione non lo è per le difficoltà che sussistono nella struttura e per i costi da sostenere che, in base al bando, saranno appannaggio dei gestori e non più della società aggiudicataria. Fast confsal e   Ugl Mare invitano inoltre comune, capitaneria di porto, per quanto è di propria competenza, a predisporre e coordinare ogni   intervento per la risoluzione delle  criticità dell’approdo così da rendere l’affidamento maggiormente appetibile  anche sotto il profilo imprenditoriale. Solo così è possibile garantire l’occupazione dei dipendenti che da oltre dieci anni  devono fare i conti con   enormi difficoltà causate dall’inaffidabilità dell’approdo. 

 

 

 

 

 

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