Sabato, 22 Settembre 2018
PALESTRE SCOLASTICHE

Istituti disatendono alle direttive della Provincia

scuole, verona trento, Messina, Archivio
Verona Trento

Il consigliere del Partito Democratico alla Terza Circoscrizione, Santi Interdonato, interviene nuovamente in riferimento al tema delle politiche sportive condotte in città per porre all’attenzione una questione amministrativa riguardante l’utilizzo delle palestre degli Istituti Scolastici Superiori nelle ore extra scolastiche da parte di soggetti esterni, tra cui in particolare le associazioni sportive dilettantistiche operanti nel territorio. Con la deliberazione n. 135 del 31 ottobre 2014 il Commissario Straordinario ha disposto che per l’utilizzazione di spazi scolastici da parte di soggetti esterni, gli Istituti non possano imporre alcun contributo obbligatorio, ne che esso possa essere posto come condizione per il rilascio del nulla-osta del Dirigente Scolastico. Ciò, sulla base di una chiara considerazione espressa nella parte in narrativa dello stesso provvedimento commissariale secondo cui, si riporta testualmente: “… la Provincia, oggi Libero Consorzio Comunale provvede alla spesa per la fornitura di energia elettrica, di riscaldamento, di telefonia, di manutenzione e di fornitura degli arredi scolastici, pertanto, gli istituti scolastici non sono titolati ad imporre contributi da parte degli utilizzatori degli spazi scolastici perché in questo modo non sarebbero contribuenti volontari o liberali”.

Ebbene, pare che i Dirigenti degli Istituti Scolastici Superiori dotati di strutture sportive facciano finta di non sentire e non intendano recepire la suddetta disposizione continuando ad imporre a titolo di corrispettivo (ovvero contributo obbligatorio) delle somme ulteriori rispetto a quelle determinate dalla Provincia Regionale di Messina, nell’ambito della procedura condotta dall’”Ufficio Fitti ed altri Tributi Provinciali”. Emblematica in tal senso sarebbe la prassi adottata dall’Itis “Verona-Trento”, dove in riferimento alle strutture ubicate nel plesso di via Ugo Bassi, i dirigenti di associazioni sportive dilettantistiche operanti nel territorio si sentono richiedere la cifra di 26 euro all'ora per la palestra adibita a campo di basket e pallavolo e di 40 euro all’ora per la palestra adibita a campo di calcio a 5. Tali corrispettivi vengono sistematicamente richiesti anche a gruppi occasionali che prenotano per lo svolgimento di singole partitelle.“In pratica – rileva Interdonato - gli spazi sportivi vengono “venduti” come se si trattasse di strutture sportive private. Invece, alla luce del quadro normativo vigente il quantum imposto dal Verona-Trento è da considerarsi sine titulo e, pertanto, del tutto indebito”.

La dirigente scolastica dell’Istituto, la professoressa Simonetta Di Prima, nel corso di un confronto diretto con il consigliere circoscrizionale, ha confermato che le modalità adottate in merito all’utilizzo delle palestre nelle ore extra scolastiche e la definizione delle tariffe si basano su una deliberazione del Consiglio di Istituto, che prevede la sottoscrizione di un contratto con l’utenza ed il conferimento delle somme su un conto corrente dedicato. Gli importi verrebbero richiesti per provvedere alla copertura dei costi di pulizia e custodia delle palestre, nonché per sostenere gli oneri per la manutenzione e poter investire per il miglioramento delle stesse strutture.

Così facendo - prosegue Interdonato - il fruitore contribuente, sia esso associazione sportiva dilettantistica ovvero gruppo di fatto, si ritrova obbligato ad attivare due procedure, una con la Provincia ed una con l’Istituto, nonché a pagare due volte per l’utilizzo della stessa struttura. Inoltre, non si può non rilevare come gli importi richiesti appaiano assolutamente esorbitanti in riferimento ai servizi di pulizia e custodia. Sotto altro profilo, l’imposizione risulta ancora più scorretta perché grava senza alcuna distinzione su associazioni sportive dilettantistiche che svolgono attività di settore giovanile con bambini e ragazzini e per questo impegnano ore a cadenza settimanale per l’intero periodo da ottobre a maggio. A quelle cifre ne viene fuori una somma complessiva impossibile da sostenere. Così viene del tutto compromessa la funzione sociale e formativa di promozione dello sport di base. Di certo questa non può essere considerata prassi coerente con la strategia e gli obiettivi della Provincia Regionale di Messina, il cui intervento nella qualità di proprietario appare quanto mai necessario”.

L’auspicio manifestato da Interdonato, che ha raccolto le protesti di alcuni usufruitori, è che il commissario Romano compia tutte le verifiche necessarie sia nei confronti del Verona-Trento sia degli altri Istituti Scolastici Superiori che non stanno rispettando le disposizioni rispetto alle modalità di concessione delle palestre nelle ore extra scolastiche e, conseguentemente, se confermata la sussistenza delle anomalie rappresentate, si intervenga efficacemente.

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