Lunedì, 21 Gennaio 2019
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MESSINA

Bambino comprato
coppia indagata
è recidiva

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Si aggrava la posizione di quattro delle otto persone arrestate dai Carabinieri per la vendita di un bambino di otto anni ad una coppia di Castell’Umberto.   Si tratta della madre e del fratello del bambino, del tortoriciano Franco Galati Rando e del brindisino Vito Calianno, l’uomo che a Timisoara ha individuato la famiglia rumena.  Il Gip Maria Militello, dopo aver convalidato l’arresto ed emesso ordinanza di custodia cautelare, ha modificato per i quattro il capo d’imputazione da riduzione in schiavitù ad acquisto o alienazione di schiavi. Un reato più grave che prevede una pena da 8 a 20 anni di reclusione.

Intanto non si fermano le indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo. Gli investigatori stanno lavorando per portare alla luce altri casi analoghi non andati a buon fine. Perché, da quanto emerge dal decreto di fermo, la coppia di Castell’Umberto che aveva acquistato il bimbo rumeno per 30.000 euro, aveva già fatto almeno altri tre tentativi sondando vari mercati, compreso quello messinese. Infatti il primo bambino era stato acquistato proprio a Messina. Alle fine dello scorso anno la coppia di Castell’Umberto, sempre attraverso alcuni amici del posto, aveva contattato tre emissari messinesi che convinsero una donna di Tremestieri a cedere il suo bambino sempre per 30.000 euro. La ragazza ed il piccolo si trasferirono per  qualche giorno a Castell’Umberto ma l’affare non andò in porto. La donna  non ritenne vantaggioso il compenso e se ne tornò a Tremestieri con il suo bambino. Subito dopo altri emissari dei due coniugi avviarono contatti con famiglie di Palermo e Milano per convincerli a cedere i propri figli. Anche questi bambini provenienti dall’est europeo che i genitori erano disposti a vendere. Ma non fu necessario perché nel frattempo Franco Galati Rando e Vito Colianno avevano intavolato la trattativa in Romania che si concluse con l’accordo poi scoperto dai Carabinieri.  E, intanto, in questa triste storia c’è anche un’altra vittima inconsapevole, una bambina di cinque anni. E’ la figlia di Colianno l’intermediario  brindisino residente a Timisoara in Romania. Dopo la separazione dei genitori viveva con il padre ma quando l’uomo è stato arrestato la piccola è rimasta da sola in un albergo della città rumena. I Carabinieri attraverso la Polizia si Timisoara ed il consolato italiano l’hanno fatta rimpatriare ed affidata ai parenti del padre in Puglia. Un altro tassello di questa drammatica vicenda  di bambini trattati come merce o pacchi postali.

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