Giovedì, 17 Gennaio 2019
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MESSINA

Nuova via Don Blasco
a marzo concluso
adeguamento progetto

di
via don blasco, Messina, Archivio
via don blasco

Un anno di ritardo ma, come si dice in gergo…meglio tardi che mai. I cantieri si sarebbero dovuti aprire nel luglio dello scorso anno. Ma i dirittura d’arrivo, quando il progetto stava per andare in appalto, la richiesta da parte della Regione siciliana dell’adeguamento a determinate nuove normative subentrate. E così l’ingegnere Antonio Rizzo e il suo staff, per nulla scoraggiato, ha lavorato sodo per altri mesi e si accinge a presentarlo riveduto e corretto e con l’adeguamento prezzi, altra condizione indispensabile per ottenere il via libera. Di 100 elaborati ne sono stati verificato già 82, la parte restante si prevede possa essere ultimata entro il 15 marzo. A questo punto sarà una società terza ad effettuare le verifiche del nuovo progetto per concedere il visto di validazione. Questo l’ultimo  passaggio prima che  la Regione emetta il decreto di finanziamento. Si arriverebbe così a fine aprile, primi di maggio, periodo in cui potrà essere bandita la gara per l’appalto da poco più di 27 milioni di euro. Con l’arrivo dell’estate coinciderebbe l’apertura dei cantieri. 18-20 mesi di lavori, e percorrere la nuova via Don Blasco da Gazzi fino alla zona falcata sarà una realtà. Al momento, in attesa di quelle definitive, potrebbe essere questa una soluzione in grado di alleviare i disagi ai cittadini tornati a fare i conti con il continuo transito dei tir. Le lungaggini della costruzione del muovo porto di Tremestieri ed il fallimento di quello di emergenza, non lasciano più spazio all’ottimismo. Dalla nuova via don Blasco potrebbero transitare tutti i mezzi pesanti diretti alla falce e dove insistono gli approdi delle Fs e delle autostrade del mare. Incrementando poi le corse delle navi, pubbliche e private, su questa parte del porto storico,  non è utopia pensare ad una città fortemente decongestionata dal traffico del gommato pesante. Utopia, ad oggi, è pensare ai nuovi approdi a sud realizzati in tempi europei e ai due scivoli d’emergenza non insabbiati e sempre funzionanti.

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