Venerdì, 20 Settembre 2019
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MESSINA

Controllo tranvia
a rischio taglio

tram messina, Messina, Archivio
Tram

Si chiama Sae, sistema di ausilio all’esercizio. È un prezioso strumento di controllo e supervisione delle vetture del tram. Registra in tempo reale il punto in cui si trovano, raccoglie eventuali segnalazioni e anomalie, cura la sicurezza della tratta.

Anzi, tecnicamente, si chiamava Sae, registrava i dati, curava le segnalazioni. Perché di fatto, questo servizio, sta per essere soppresso. Nella sostanza e non nella forma, visto che ufficialmente non ci sono indicazioni da questo punto di vista.

C’è, però, un ordine di servizio datato 5 febbraio firmato dal direttore generale dell’Atm Giovanni Foti che prevede lo spostamento della postazione Dco nella sala del Sae, e l’impiego del personale sae nel normale servizio turni di condotta tranviaria.

Lo rivela il consigliere comunale Libero Gioveni che ha scritto una nota indirizzata al direttore generale dell’Atm per chiedere spiegazioni su questa decisione.

Per Gioveni è un provvedimento poco opportuno e forse anche azzardato. Il Sae si occupa della supervisione della rete tranviaria, gestisce gli impianti di rilevamento delle vetture, cioè consente di sapere dove si trovano in ogni momento i tram. Ma si occupa anche dei sistemi di sicurezza per il radiocomando degli scambi, senza contare l’importante lavoro legato alla gestione della rete semaforica, che consente al tram di ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza.

Il consigliere solleva anche dubbi sul possibile danno erariale che una decisione del genere provocherebbe. Aggiornamento e nuova messa in funzione della sala del Sae sono costati all’Atm 2 milioni e mezzo di euro. Gli operatori in servizio nella stessa sala, hanno dovuto fare corsi di formazione. E per la manutenzione del Sae c’è un contratto firmato.

Per questo Gioveni chiede a Foti la revoca dell’ordine di servizio e ai presidenti delle commissioni consiliari “bilancio e partecipate” e “viabilità e trasporti” una seduta congiunta con l’assessore alla mobilità e il direttore dell’Atm per approfondire la questione e provare a capire da dove nasca questa decisione. 

Maurizio Licordari

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