Sabato, 24 Ottobre 2020
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VATICANO

Franco Montenegro è cardinale

Non dignitari, ma "perni" nel "movimento" della Chiesa. Pastori dal grande "cuore", capaci di "amare le piccole cose nell'orizzonte delle grandi". Pastori ai quali, a contatto con il popolo, "non mancano le occasioni di arrabbiarsi", ma che nei rapporti con i confratelli non sono giustificati se lo fanno. E, "se pure si può scusare un'arrabbiatura momentanea e subito sbollita, non altrettanto per il rancore. Dio ce ne scampi e liberi!". Parole determinate e affettuose da parte del Papa, abbraccio di pace tra i nuovi cardinali, strette di mano con quelli di precedente nomina. Si svolge così il secondo concistoro del pontificato per la creazione di nuovi cardinali. Come era stato per il primo, il 22 febbraio di un anno fa, è presente anche papa Ratzinger, che siede nel settore dell'ordine dei vescovi, e saluta il Papa sia all'ingresso in basilica che alla fine del rito. I nuovi porporati sono 20, 15 elettori e 5 non elettori, ma non è presente l'anziano Jesus de Pimineto Rodriguez, che riceve le insegne cardinalizie in Colombia da un delegato papale. Ogni cardinale sfila davanti al Papa, si inginocchia, riceve da Francesco l'anello, lo zucchetto e la berretta, la pergamena e il titolo con cui viene incardinato nella Chiesa di Roma. Il Papa pronuncia le formule in latino, così la berretta è "biretum rubrum" e la formula per l'anello è "accipe anulum de manu Petri". Gli abbracci sono ognuno nella lingua dei gesti e del cuore dei nuovi porporati, chi più espansivo, chi più intimidito. Papa Francesco parla un po' più a lungo con Pierre Nguyen Van Nhon di Hanoi e Alberto Suarez India di Morelia in Messico, intreccia una mezza conversazione con Daniel Sturla Berhouet di Montevideo, abbraccia con atteggiamento di incoraggiamento Francesco Montenegro di Agrigento. Lungo abbraccio anche per Arlindo Gomes Furtado, il primo cardinale nella storia di Capo Verde. Quando nel gruppetto dei non elettori arriva Luigi De Magistris, che il 23 febbraio compirà 89 anni, e fa il confessore a Cagliari dopo aver servito in curia fino al 2003, il Papa gli si avvicina all'orecchio, e lui si protende verso il Papa, per meglio sentire. Francesco consegna ad ognuno anche la bolla di creazione e assegna il nuovo titolo: ogni porporato avrà il titolo di una chiesa di Roma, giacché si è cardinali in quanto legati alla Chiesa di Roma, a quel primato della "carità", senza il quale, ricorda anche oggi il Papa, non c'è Chiesa e non c'è missione. Al card. Bo di Rangoon, primo cardinale della storia della Birmania, tocca il titolo di Sant'Ippolito a Centocelle, nella periferia Est della città eterna. Sarà invece meno periferico a Roma, il più periferico dei nuovi porporati, il 53enne Mafi da Tonga (circa 30 ore di volo per arrivare a Roma) che sarà titolare di Santa Paola Romana alla Balduina. La formula con la quale ogni cardinale giura fedeltà e obbedienza al Papa, piuttosto lunga e in latino, viene letta per tutti dal primo dei nuovi cardinali, il francese Dominique Mamberti, unico curiale nel gruppo delle neoberrette, al quale è spettato anche il saluto al Pontefice a inizio messa. L'omelia del Papa è potente, intrecciata con l'Inno alla carità con cui san Paolo insegnava ai corinti l'inutilità di tutto ciò che non è amore, e invitava alla magnanimità e benevolenza. "La magnanimità - riflette il Papa - è, in un certo senso, sinonimo di cattolicità: è saper amare senza confini, ma nello stesso tempo fedeli alle situazioni particolari e ai gesti concreti", secondo quell'ideale di sant'Ignazio che il Papa ha spiegato nella sua intervista alla Civiltà cattolica. "Amare ciò che è grande - ripete oggi - senza trascurare ciò che è piccolo, amare le cose piccole nell'orizzonte delle cose grandi", "saper amare con gesti benevoli", cioè "con l'intenzione ferma e costante di volere il bene sempre e per tutti, anche per quelli che non ce ne vogliono". In questo orizzonte Bergoglio pone le osservazioni più pragmatiche su come vivere il cardinalato, che è "dignità ma non onorificienza", sul "rischio mortale dell'ira trattenuta, 'covata'", sul "forte senso di giustizia", sul non essere autocentrati. (giovanna.chirri@ansa.it).(ANSA).

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