Giovedì, 20 Settembre 2018
MESSINA

Stadi e impianti, nodi ancora da sciogliere

impianti sportivi, Messina, Archivio

 Il sindaco Accorinti ha raccolto l’invito dell’8° commissione consiliare parlando a lungo sulla situazione degli impianti sportivi in città. La delega, da martedì, è passata in mano al neo assessore Sebastiano Pino, al fianco del primo cittadino ma ancora in silenzio. Inevitabilmente si parte dagli stadi, per la loro rilevanza economica e sociale, per il seguito che l’Acr Messina ha in città. «Per San Filippo e Celeste si è proceduto ad una concessione in uso, in corso di perfezionamento, all’unica società sportiva partecipante ad un campionato professionistico, a particdegli stadi. Il sindaco ha evidenziato come entrambe le posizioni assunte dai dipartimenti Sport e Servizi finanziari abbiano un fondamento, assicurando che a breve, con la collaborazione di Pino, verrà studiato il modo per sottoscrivere un accordo fino a giugno e che nel frattempo si lavorerà con l’Acr Messina ad una nuova concessione o ad un comodato d’uso pluriennale. Aspetti già trattati a settembre ma che restano, purtroppo, in uno stato embrionale. Calcio, anche di livello minore. Per quanto riguarda il “Ma - rullo” di Bisconte (delibera identica alla palestra Ritiro) è in corso un provvedimento di comodato d’uso a fronte dell’assunzione degli oneri di gestione, ma ad oggi ci si sta dentro secondo le tariffe vigenti, salvo compensazioni, così come avviene per gli stadi. Condizione che non potrà durare in eterno. Si è parlato del “Bonanno” dell’Annunziata, affidato in gestione all’Asd Annunziata fino al 2021 con un canone annuo di 500 euro oltre iva (a carico del concessionario il 55% dei costi relativi alle utenze): «È stata inoltrata una richiesta all’avvocatura per verificare la possibilità di rinegoziare il contratto in essere in considerazione delle condizioni economiche dell'ente», ha fatto sapere Accorinti. Secondo la volontà dell’Amministrazione, invece, il campo di Massa San Giovanni verrà affidato ad associazioni del quartiere, mentre per quello di Galati, inutilizzabile a causa dei gravi danni dovuti alle mareggiate, il Comune che pagava un canone al Demanio ha chiesto la revoca della concessione demaniale. 

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