Sabato, 22 Settembre 2018
MESSINA

Non c'è pace per l'Anffas, dovrà pagare la sede

anfass, Messina, Archivio

Una ciliegina sulla torta che mancava alle sventure dell’ANFFas che non solo deve fare i conti con le problematiche legate alle disabilità degli iscritti ma da ottobre scorso, dopo la morte avvolta ancora nel mistero del povero Santino Rende folgorato da una scarica elettrica, deve destreggiarsi tra affitti e ricerca di spazi. “Piove sul bagnato” dice il presidente dell’Anffas Bruno Siracusano. Se entro fine mese non dimostriamo all’Asp di avere dei locali idonei ci tolgono la sovvenzione e tutto sarebbe perduto dopo ventanni di attività. “Nella struttura di Ritiro, abbiamo speso fior di quattrini per adeguarla al meglio per i nostri ragazzi e adesso potrebbe sfumare tutto nel nulla”. Sono scoraggiati i genitori ed i parenti dei 38 disabili dell’Anffas dopo un ennesimo colpo basso che proprio non si aspettavano. E’ arrivato ieri, dal Comune, esattamente dal dipartimento patrimonio, demanio ed espropriazioni. Il dirigente del dipartimento, Natale Maurizio Castronovo, ricorda all’associazione che l’immobile di Ritiro è stato concesso in uso gratuito con una scrittura privata il 13 novembre del 2006 per nove anni. La scadenza è dunque al 12 novembre 2015. Poche righe in cui si comunica che a quella data il Comune procederà all’assegnazione della struttura secondo modalità di legge, devono essere consegnate le chiavi dell’immobile, che ricordiamo si trova ancora sotto sequestro della magistratura, e che qualora l’associazione fosse interessata all’ottenimento di una nuova concessione dovrà pagare un congruo corrispettivo economico per l’utilizzo dei locali. Quindi non solo il Comune non si è speso per aiutare i ragazzi disabili nel reperire una sede in attesa che si possa sbloccare la situazione del sequestro ma ha inviato questa fredda comunicazione che non fa certamente onore né all’Ente Locale, né alla città che si dice solidale e accogliente. I disabili quasi tutti psichici, lo ricordiamo, sono al momento ospitati presso l’istituto Cristo Re che non può garantire l’idoneità dei locali per mancanza di spazi appositi per la riabilitazione. 

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