Sabato, 20 Ottobre 2018
MESSINA

Il III quartiere approva regolamento antiracket

addio pizzo, Messina, Archivio
addio pizzo messina

Il racket delle estorsioni rimane una delle industrie più fiorenti della città. I commercianti messinesi pagano il pizzo più alto d’Italia, oltre 400 euro, più di Catania, Palermo o Reggio. Ma soprattutto pagano il pizzo. I dati sono emersi durante la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario ed hannop riproposto il tema in tutta la sua drammaticità. Immediatamente il Consiglio della Terza Circoscrizione ha approvato all’unanimità una delibera con cui si fa propria la proposta di regolamento formulata dal “Comitato Addio Pizzo – Messina”. Si tratta di un “Regolamento per il contrasto al racket delle estorsioni ed il sostegno alle imprese che hanno sporto denuncia”.

La delibera è stata redatta dal consigliere del Partito Democratico, Santi Interdonato e punta ad impegnare il Comune a sostenere la causa antiracket.

Secondo la proposta di regolamento il Comune sarebbe tenuto a rafforzare le condizioni di legalità per garantire il libero esercizio di impresa ed il sostegno a coloro che denunciano le estorsioni.

 

Il consiglio della terza circoscrizione propone una serie d’iniziative che Palazzo Zanca dovrebbe attivare:

promozione del c.d. “consumo critico” antiracket, a favore della più ampia partecipazione attiva di cittadini ed associazioni;

  • costituzione come parte civile nei processi che riguardano il reato dell’organizzazione di stampo mafioso e dell’estorsione;

  • assistenza gratuita da parte dell’Ufficio Legale e coinvolgimento delle vittime in percorsi di accompagnamento in collaborazione con le associazioni antiracket ed antiusura;

  • opposizione al fenomeno dell’abusivismo nell’attività commerciale attraverso il controllo con particolare attenzione ai mercati rionali;

  • pianificazione di una equilibrata valorizzazione delle attività commerciali regolari.

La delibera prevede la possibilità di escludere dalle procedure di gara e dalla stipulazione dei contratti di appalto per lavori e per la fornitura di beni e servizi, persone che non hanno denunciato di essere state vittime di estorsione, o concussione. Prevista anche una serie di incentivi, consistenti nella esenzione dal pagamento delle imposte comunali che gravano sulla ditta, per quegli esercenti o imprenditorie che hanno denunciato il racket delle estorsioni o gli usurai.

Particolarmente interessante l’istituzione di un Osservatorio Comunale Antimafia con specifiche funzioni di controllo e verifiche per l’applicazione delle clausole antiracket nell’ambito delle procedure di gara per l’appalto di opere, lavori e servizi pubblici.

La parola passa adesso al consiglio comunale che dovrebbe approvare la proposta di regolamento per renderlo efficace a tutti gli effetti. Un’arma in più a disposizione delle amministrazioni per tutelare i diritti delle vittime del racket in particolare di quanti decidono di non piegarsi al ricatto della criminalità. 

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