Sabato, 20 Ottobre 2018
MESSINA

L'on. Francantonio Genovese è tornato in carcere

Si sono riaperte alle 16,40 le porte del carcere di Gazzi per l’onorevole Francantonio Genovese, dopo che la cassazione ha rigettato il ricorso del suo legale contro la decisione adottata dal tribunale del riesame lo scorso luglio, Ad eseguire il provvedimento  è stata la Guardia di Finanza che si è occupata di trasferire Genovese dalla sua residenza di Ganzirri, dove si trovava ristretto ai domiciliari dopo la sua scarcerazione avvenuta sei giorni dopo il primo provvedimento di custodia cautelare. Il legale dell’onorevole Francantonio Genovese   stamani aveva presentato una nota in corte d’Appello  facendo riferimento alle recenti decisioni del Gip di allentare le misure cautelari del suo assistito. Con questa linea di difesa, l’avvocato Favazzo voleva  evitare che il parlamentare messinese tornasse in carcere dopo che la decisione della  Cassazione   di ieri sera.  

E oggi il difensore di Francantonio Genovese ha presentato un'istanza di scarcerazione, con in subordine gli arresti domiciliari, al presidente della seconda sezione penale del Tribunale di Messina davanti al quale il 25 febbraio prossimo comincerà il processo 'Corsi d'oro' sulla Formazione in Sicilia. Lo ha reso noto lo stesso legale del parlamentare del Pd, l'avvocato Antonino Favazzo, rivelando che ha depositato gli atti stamattina nella "segreteria del giudice deputato: quello che lo dovrà giudicare". (ANSA).

Ma sull’inchiesta “Corsi d’Oro” c’è una seconda trance   nella quale il parlamentare messinese è stato rinviato a giudizio insieme con altre 20 persone. Tra queste il cognato Franco Rinaldi,  deputato regionale, e le rispettive mogli dei due politici Chiara ed Elena Schirò. L’accusa più grave è quella di associazione finalizzata al peculato. Gli altri reati contestati, a vario titolo, sono truffa aggravata, riciclaggio, falso in bilancio, reati finanziari contro la pubblica amministrazione, evasione fiscale, false fatturazioni. Il 25 febbraio dovranno comparire davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Messina

 

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