Domenica, 16 Dicembre 2018
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MESSINA

"Quei ponti di ferro vanno demoliti"

L’ultimo treno, da questi vecchi ponti in ferro è passato 14 anni fa. Da allora non è mai stata presa una decisione su queste strutture che attraversano l’abitato di una delle zone a più alta densità di popolazione della città. Ma quel che più è importante, nessun intervento di manutenzione è stato mai effettuato. Solo i cavi che alimentavano i locomotori dei treni sono stati smontati. Il resto è ancora li, dove è stato collocato tantissimi anni fa. Sono strutture fatiscenti, che non servono a nulla, neanche per i casi di emergenza dal momento che l’impianto è stato disattivato dalle ferrovie dello stato dopo l’entrata in funzione della galleria dei Peloritani. Sulla pericolosità di questi ponti in ferro più che malandati, richiamano ancora una volta l’attenzione i consiglieri Vaccarino e Barresi. Ne chiedono la demolizione rivolgendosi persino al presidente della regione, oltre che all’amministrazione comunale e rete ferroviaria italiana. Ritengono che questa operazione possa essere effettuata nell’ambito dei lavori per la realizzazione della nuova via Don Blasco che dopo gli intoppi burocratici che ne hanno impedito l’avvito nel luglio scorso, si spera possano iniziare nel corso del 2015. La richiesta di demolizione è motivata dal fatto che i ponti non sono manutenzionati da 14 anni mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini che quotidianamente transitano sotto a piedi o in auto. La loro eliminazione, poi, potrebbe creare degli spazi da utilizzare come parcheggi, zone a verde o punti di incontro per la protezione civile. Anche i ponti in ferro di Gazzi, dunque, tra le tante strutture lasciate in “scomoda eredità” dalle ferrovie che sempre più velocemente tendono a disimpegnarsi dalla città tagliando dei servizi che rendono sempre più difficoltosa la continuità territoriale. Impianti vetusti e abbandonati insistono, infatti, in diverse altre aree che potrebbero essere restituite ad una migliore fruibilità. Non certamente all’abbandono e alla creazione di aree degradate.

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