Venerdì, 18 Gennaio 2019
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MESSINA

Sono 1500 le famiglie che rischiano la casa

case popolari, Messina, Archivio

  Dopo una prima vibrante protesta popolare, nel cuore di Giostra, l’allarme sull’emergenza abitativa trova una sponda anche a Palazzo Zanca. L’amministrazione comunale ieri è intervenuta ufficialmente nei confronti del governo Renzi, chiedendo un’azione che tuteli le fasce più deboli della popolazione. La questione va riassunta in sintesi. Il Governo nazionale ha emanato un decreto relativo alle procedure di alienazione degli immobili di edilizia popolare, in applicazione dell'articolo 3 comma 1 della legge numero dello scorso 28 marzo. Il decreto, che prevede la vendita all'asta a prezzo di mercato, concedendo all’assegnatario la prelazione ma senza agevolazione, esclude nella stragrande maggioranza dei casi la possibilità che l'assegnatario possa acquistare la casa in cui vive con i prevedibili problemi conseguenti alla perdita dell'alloggio. «L'amministrazione comunale – precisano il sindaco Accorinti e l'assessore De Cola - ritiene prioritaria un'azione che tuteli gli attuali assegnatari di alloggi di edilizia sociale che, per definizione, appartengono alle classi più deboli della nostra società. La revisione della legge, che regola accesso e permanenza nelle case popolari, di fatto peggiora la condizione degli assegnatari: non applica forme di tutela per gli sfrattati e vanifica in gran parte le leggi regionali e nazionali sulla morosità incolpevole. Il problema abitativo è oggi una delle grandi criticità del nostro Paese. L'attuale decreto potrebbe favorire l'acquisizione degli alloggi da parte di soggetti che certamente non appartengono alle fasce sociali interessate dal problema abitativo e questo peggiorerebbe ulteriormente la già critica situazione che solo nella città di Messina interessa circa 1500 nuclei familiari. Il rischio, a cui espone il decreto, è quello di indebolire sensibilmente la tutela per le classi sociali più fragili alimentando, certamente, la tensione sociale». Millecinquecento famiglie nello sconforto, dunque, e il tentativo dell’amministrazione comunale di stabilire un contatto con il premier Renzi per affrontare questa e altre problematiche, tra le quali le note questioni sul sistema dei trasporti nello Stretto. 

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