Martedì, 25 Settembre 2018
MESSINA

Ed ecco la grana Celeste, non esiste alcun contratto

Un altro caso rischia di scoppiare nelle prossime ore, relativamente alla gestione delle strutture sportive cittadine: mentre viene risolta la querelle San Filippo e l’amministrazione Accorinti è in procinto di varare un provvedimento con cui verranno rideterminate le tariffe per usufruire degli impianti, prevedendo una considerevole variazione verso l’alto, in alcuni casi addirittura triplicata come per le palestre Ritiro, Juvara, Cep e San Filippo, emergono dubbi sulla regolarità nell'utilizzo del “Giovanni Celeste”. Lo storico stadio di via Oreto è stato impiegato quest’anno dall’Acr Messina per gli allenamenti della prima squadra e le partite del proprio settore giovanile, come richiesto dal dirigente della società, Alessandro Failla, con una nota del 25 giugno. Il Comune aveva annunciato la concessione in comodato, considerato anche il passo indietro con senso di responsabilità e collaborazione del Città di Messina e il conseguente mancato rinnovo della convenzione precedentemente in essere. Ma ecco giungere la sorpresa, un’anomalia amministrativa non di poco conto: ad oggi, infatti, non risulterebbe esser stato sottoscritto alcun contratto tra il Comune e l’Acr Messina, che abbia per oggetto il comodato d’uso. Già, l’accordo tra le parti non è regolato in alcun modo. Secondo indiscrezioni filtrate dai corridoi di Palazzo Zanca, nello specifico dal dipartimento Sport, trascorsi già circa quattro mesi dall’inizio dell’attività sportiva sono stati inviati diversi solleciti indirizzati al club presieduto da Lo Monaco al fine di regolarizzare la posizione del Celeste. «Nella forma e nella sostanza – osserva il consigliere della Terza Circoscrizione, Santi Interdonato – l’Acr Messina si trova nella piena disponibilità di uno stadio di proprietà comunale in maniera del tutto irregolare. In questo modo non sono stabiliti gli obblighi reciproci tra le parti, tra cui quelli di manutenzione da parte del comodatario. Non vi è stata una formale accettazione dello stato di consistenza della struttura a seguito della chiusura del precedente rapporto di comodato per cui all’atto della riconsegna al Comune non sarà possibile fare una corretta valutazione rispetto a danni e migliorie. In particolare, un problema di responsabilità si rileva per eventuali danni causati a terzi, persone e cose, nonché per ciò che concerne gli obblighi di sicurezza dell’impianto». E anche per quanto riguarda il Città di Messina possono essere rilevante delle anomalie. La società presidente Elio Conti Nibali ha giocato diverse partite del campionato di Eccellenza al “Celeste”, pur risultando titolare di un contratto di comodato ormai scaduto ed, evidentemente, non nelle condizione di potere essere autorizzata dal soggetto subentrante nel rapporto, l’Acr Messina, dato che appunto avvicendamento non si sarebbe ancora formalizzato.  

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