Sabato, 22 Settembre 2018
MESSINA

Metromare, in pericolo
70 posti di Ustica Lines

metromare, Messina, Archivio

   La soluzione auspicata dal Comune per la risoluzione provvisoria del nodo trasporti sullo Stretto, non convince i lavoratori dell'Ustica Lines, 70 dei quali rischiano il posto tra personale marittimo e di terra, in buona parte precario. Il piano presentato dalla giunta Accorinti prevede il solo collegamento con mezzi veloci tra Messina e Villa San Giovanni, con la soppressione dell’attuale tratta da e per Reggio Calabria, sostituta da collegamenti ferroviari in Calabria, tra Villa e Reggio. «Riteniamo sia una soluzione irrealizzabile e non attuabile in tempi accettabili, né gestibile in termini di funzionalità - ha affermato Felice Ambriano, direttore di macchina della Ustica Lines. Non capiamo perché se un servizio funziona debba essere cambiato. In questo momento ci troviamo in ferie-riposo, ma abbiamo il timore di ricevere presto il telegramma che ci comunica di essere in esubero. Già 15 posti sono stati persi. La compagnia per cui lavoriamo vuole investire sullo Stretto e non altrove, ma attende di essere messa nelle condizioni di farlo. Non è difficile capire il nostro stato d'animo, temiamo un brutto Natale. Purtroppo non escludiamo forme di proteste eclatanti». Recenti incontri in sede ministeriale hanno indicato nel gruppo Ferrovie, attraverso la controllata Rfi, il vettore che dovrà dall'1 gennaio 2015 predisporre un sistema di mobilità marittimo idoneo a collegare le tre città dello Stretto con navi veloci e bidirezionali. Rfi, però, per mezzo di Bluferries, possiede una flotta navale composta da tre navi biridezionali a due mezzi veloci, monocarene Tindari e Selinunte, che possono trasportare fino ad un massimo di 300 passeggeri e che non risultano sufficienti a coprire quantitativamente il servizio. Da qui la proposta dei dipendenti, fatta propria dal consigliere comunale Daniele Zuccarello e da altri del Pd, che sollecitano il mantenimento della linea Messina-Reggio con navi veloci e la ricostituzione dell'ex Consorzio Metromare, che dovrà essere gestito dal vettore pubblico Fs con quota di maggioranza. Inoltre, nelle more di un prossimo bando , si chiede di assicurare comunque il noleggio a “scafo armato” da parte di Bluferries, dei tre aliscafi oggi impiegati da Ustica, necessari per integrare la flotta pubblica attuale e garantire i livelli occupazionali. «I nuovi bandi ministeriali? Mancano i fondi, nonostante i ripetuti annunci indichino il contrario – aggiunge Ambriano. Ma alla Camera queste risorse non ci sono». Servono idee concrete, non soluzioni fantasiose, dice Zuccarello: «Chiederemo al Comune di impegnare il ministero per incrementare anche i collegamenti dal porto storico a Villa. Speriamo che la precedente proposta venga scartata, non appare affatto funzionale».

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