Martedì, 18 Settembre 2018
MESSINA

Clan di Giostra e Camaro, otto condanne

Nuovo e conclusivo passaggio processuale davanti alla prima sezione penale del tribunale presieduta dal giudice Silvana Grasso per la vicenda giudiziaria scaturita dall'operazione antimafia “Gramigna”, sulla riorganizzazione recente dei clan mafiosi di Giostra e Camaro. In questo caso si trattava di uno dei tronconi celebrati con il rito ordinario, che vedeva coinvolte dieci persone. Le accuse originarie contestate a vario titolo erano di associazione mafiosa, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, usura, associazione a delinquere finalizzata al maltrattamento di animali ed all'illecita organizzazione di competizioni non autorizzate tra animali.

La sentenza

Dopo aver registrato le richieste del pm Fabrizio Monaco e le varie arringhe difensive, degli avvocati Massimo Marchese, Salvatore Silvestro, Tancredi Traclò, Domenico André e Antonello Scordo, i giudici hanno deciso in sentenza 8 condanne, 5 dichiarazioni di prescrizione dei reati (2 totali e 3 parziali), e infine un’assoluzione parziale. Ecco il dettaglio: Maurizio Irrera, 4 anni e 6 mesi di reclusione più una multa di 20.000 euro; Vincenzo Longobardi, 2 anni; Vito Rizzo, 5 anni e 6 mesi più una multa di 900 euro (è la pena più alta); Walter Morici, 4 anni e 6 mesi più 400 euro di multa; Cesare Graziano, 2 anni e 6 mesi; Antonino Di Blasi, 2 anni e 6 mesi; Guido Caporlingua, 2 anni e 400 euro di multa (i giudici hanno considerato prevalenti le attenuanti generiche); Antonia Vento, 3 anni e 6.000 euro di multa (considerate equivalenti le attenuanti generiche). Per quel che riguarda le pene accessorie il collegio ha interdetto in perpetuo dai pubblici uffici Vito Rizzo, e per cinque anni Maurizio Irrera, Walter Morici e Antonia Vento. Si sono registrate decisioni anche per quel che riguarda le parti civili. Antonia Vento dovrà risarcire una parte civile privata con un futuro procedimento, per intanto dovrà pagare una provvisionale, il risarcimento immediato, di 5.000 euro. Cesare Graziano e Antonino Di Blasi dovranno risarcire l’Anpana (Associazione nazionale protezione animali, natura e ambiente), con una somma quantificata in 10.000 euro. Cinque le dichiarazioni di prescrizione dei reati, che per due imputati sono totali, si tratta di Orazio Cannavò e Fortunato Colombaccio (si trattava di episodi legati agli stupefacenti, i giudici hanno riconosciuto nei loro confronti il concetto di “lieve entità”), e per tre imputati sono solo parziali, legate cioé soltanto ad alcuni reati contestati: Vito Rizzo, Walter Morici e Guido Caporlingua. Sempre per Caporlingua i giudici hanno deciso un’assoluzione «per non aver commesso il fatto» da due capi d’imputazione.

Il blitz fu nel 2011  L’operazione “Gramigna”, venne condotta all’alba del 22 luglio con oltre 200 carabinieri del Reparto operativo e delle nove Compagnie del Comando nei rioni di Giostra e di Camaro. Vennero interessati anche i Comandi di Napoli, Palermo, Catania, Agrigento, Trapani, Enna, il Nucleo cinofili di Nicolosi e il Nucleo elicotteri di Fontanarossa. Vennero eseguite 45 ordinanze in carcere siglate dal gip Antonino Genovese, quattro con il beneficio dei domiciliari. Sette dei provvedimenti restrittivi della “Gramigna”furono eseguiti dalla Squadra Mobile, in quanto la polizia stava lavorando in quel periodo ad una parallela indagine per fatti d’usura e di spaccio, avviata nel 2008 grazie alla collaborazione di un artigiano vittima d'usura.(n.a.) 

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