Martedì, 22 Gennaio 2019
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UNIVERSO BARMAN

Miscela esplosiva: altri due rottamatori

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La scuola dei barman messinesi è in continua ascesa, apprezzata da intenditori ed appassionati locali ma il cui valore è tenuto in considerazione anche lontano dai confini regionali. La recente spaccatura all'interno dell'Aibes (Associazione italiana barman e sostenitori), in merito alla gestione “politica” del vice presidente nazionale Salvatore Arcidiacono e del fiduciario locale Giuseppe Porco, ha contribuito oltremodo ad accendere i riflettori su un mondo ai più sconosciuto. Proseguiamo il nostro viaggio in questo universo con due tra i professionisti più considerati della nostra città, l'emergente Peppe Cucinotta e l'eclettico Duilio Bello. Con quest'ultimo ci siamo soffermati sulle competizioni che vengono organizzate, come ad esempio il “Circuito del cocktails”, che mettono di fronte talenti e talvolta generano anche incomprensioni, come quelle che hanno portato Puccio Basile e Nino Caprì alla decisione estrema di non partecipare al 65. “Concorso Nazionale Aibes” in segno di protesta nei confronti dell'organizzazione. «Le gare hanno il loro fascino ma personalmente non vi partecipo più - ha esordito Bello - . Una sfida fa emergere passione e fantasia ma l’essere barman vuol dire tanto altro: accoglienza, pulizia, sorriso, umiltà, preparazione e sacrificio, e queste qualità le puoi vedere solo frequentando il bancone del bar. Se ci fosse un confronto nel quale si valuta l’operato nel tempo, penso che sarebbe qualcosa di davvero bello, e molto più meritevole. Inoltre, così, si eviterebbero alcuni “favoritismi” che spesso si manifestano. Se fosse possibile, eliminerei intere giurie, e metterei solo tanti clienti a valutare le creazioni».

Una presa di posizione drastica, frutto anche della limitata vicinanza all'Aibes di Bello: «Con l’Associazione ho avuto modo di accostarmi nel 2003 e tranne per il fatto di aver conosciuto alcuni stimati colleghi, all’epoca corsisti, non possiedo ricordi piacevoli. E' pur sempre la realtà “madre” del barman italiano da generazioni, ha una grandissima storia, ma se non si dà una svolta, se non ci crea una rivoluzione all'interno, se non si ringiovanisce e si sta al passo con i tempi, non credo avrà un bel seguito di successo come avveniva decenni addietro. Sicuramente deve ringiovanirsi ai vertici per fare un passo importante, si avverte un elevato distacco generazionale. La “politica” attuale non sta dando buoni frutti, o almeno, forse funziona per i diretti interessati, ma per gli operatori che un domani dovrebbero rappresentarla va sempre peggio». Gli fa eco Antonio Cucinotta, che però all'Aibes è iscritto da due anni: «Ho partecipato anche al Circuito, arrivando primo all'ultima tappa delle sei di qualificazione regionale, quella di Milazzo, ma non sono stato chiamato per la fasi nazionali. Non ho però contestato, più che altro perché concomitanti impegni di lavoro che mi hanno costretto a dedicare meno attenzione alla competizione. Ma forse ho sbagliato». Sulla gestione dell'Aibes affonda: «Non credo ci tuteli moltissimo, nel caso specifico di Puccio e Nino, poi, credo che loro abbiano fatto bene a dire ciò che non andava, una scelta coraggiosa ed un segnale positivo, utile a migliore tutti insieme per il bene del movimento e anche dell'associazione».

Già da anni la scuola messinese vanta barman di grande spessore, ma da qualche tempo si è manifestata una vera esplosione di qualità. Tanti ragazzi con determinazione e professionalità offrono al cliente non solo ottimi drink, ma prodotti che riescono anche a trasmettere la cultura del bere. «Non mi stupirei di vedere quello che ieri era un cliente, studiare per diventare un barman - ha affermato Duilio Bello -. Il nostro mestiere è di vero sacrificio, ci vuole tempo per imparare ed accrescere la propria esperienza. In una città come Messina, dove ci si muove molto sul passaparola e la pubblicità scorre di bocca in bocca, magari ci si fa conoscere nel breve periodo, mentre su scala nazionale o internazionale è davvero difficile, bisognerebbe vincere qualcosa ma occorrono grandi doti. Poi se capita anche il famoso aiutino, allora meglio affermarsi fra gli amici al bar, la miglior giuria che si possa trovare in giro». La clientela al centro degli sforzi profusi e della fantasia innata: «A Messina, nonostante si pensi il contrario, si beve bene e la clientela è sempre più esigente, si aspetta tanto da noi, questo è uno stimolo - ha aggiunto Peppe Cucinotta -. La scuola siciliana non teme il confronto con altre, andrebbe valorizzata ancora di più. Purtroppo non ci sono tanti esempi da seguire per i giovani, bisogna essere fortunati come lo sono stato io. Passione e forza di volontà non mancano, si va avanti».

 

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