Giovedì, 20 Settembre 2018
MESSINA

Servizi sociali
dura protesta
al comune

servizi sociali, Messina, Archivio
servizi sociali messina

A Palazzo Zanca entrano cantando “oh bella ciao”. La loro resistenza è alla chiusura di un settore sensibile come quello del sociale. Sono i  lavoratori della Cigl. Ed avevano promesso che si sarebbero fatti sentire da tutti. Dall’altro lato, in tutti i sensi, c’è la Cisl che invece da ieri occupa l’aula consiliare. Due proteste diverse che rendono ancora più lacerante una situazione in cui servirebbero solo unione di intenti e tanti soldi. Buona parte dei contratti dei servizi sociali scadranno a fine di questa settimana, altri spireranno a fine mese o il 15 dicembre. I fondi per la copertura mancano da tempo, non da ieri,  eppure si è arrivati sull’orlo del burrone. Per arrivare al 31 dicembre serve non meno di un milione e mezzo di euro, somma che non è in bilancio e che deve racimolata in qualche modo. Qualunque modo. L’ultima frontiera sembra rappresentata da un extragettito della Tasi che potrebbe essere come manna dal cielo per gli 800 lavoratori del sociale e le 3000 – 4000 persone che usufruiscono dei servizi. In pratica, dal tributo sui servizi indivisibili Messina si aspettava di incassare 8,8 milioni di euro ed invece ne dovrebbero entrare 9,4. Seicentomila euro in più che potrebbero essere spesi per questa che sembra essere una vera e propria emergenza. Non servirebbero a coprire tutte le spese ma sarebbero una buona base di partenza se potessero essere aggiunti ai trecentomila euro che sono stati grattati dai fondi dei vari dipartimenti.

I lavoratori hanno bussato alla porta del sindaco insieme ai tanti utenti, specie anziani, che hanno voluto portare il loro disagio a Palazzo Zanca.

Da più parti si ritiene che proprio la divisione della Tasi, al di là dell’extragettito, potesse essere la soluzione per allungare la coperta troppo corta. La giunta assegnò un paio di milioni dei quasi nove attesi ai servizi sociali, poi il consiglio comunale decise di stornarli verso altri capitoli di spesa. Adesso c’è il tentativo di rimetterli sui servizi sociale, ma su questo cambio di indirizzo il sindaco la pensa così.

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