Martedì, 22 Gennaio 2019
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MESSINA

Lesioni a paziente,
medici a giudizio

medici a giudizio, papardo, Messina, Archivio

 La mattina dell’8 marzo 2012 mentre mi trovavo in bagno ho visto uscire feci dalla vagina e mi sono conseguentemente fatta accompagnare d’urgenza in ospedale, dove all’esito di un’ecografia e di una risonanza magnetica, è emersa una perforazione dell’intestino ed il prolasso del sigma della vagina». È solo una tappa del calvario che una donna di 54 anni ha dovuto sopportare per mesi da quando le fu diagnosticato un fibroma all’utero nel gennaio del 2012, e da lì i medici decisero di operarla, per poi dover intervenire a più riprese per “correggere” quanto era stato fatto, per poi dover constatare che la povera paziente aveva subito la perforazione dell’intestino. È questo il quadro desolante in cui si muove l’inchiesta aperta a suo tempo dal sostituto procuratore Federica Rende, giunta ad un punto di svolta. Quattro medici che all’epoca dei fatti erano in servizio all’ospedale Papardo, hanno infatti ricevuto dal magistrato la citazione diretta davanti al giudice monocratico per rispondere dell’accusa di lesioni ai danni della paziente che ebbero in cura. I medici sono assistiti dagli avvocati Francesco Suria, Natale Bonfiglio, Domenica Ordile e Carmelo Raspaolo, mentre la paziente è rappresentata in questa vicenda dall’avvocato Bonni Candido. La prima udienza di trattazione del procedimento che vede coinvolti i quattro medici è stata fissata per il 27 gennaio del prossimo anno. La vicenda, raccontata in una lunga e dettagliata denuncia che a suo tempo fu presentata dal legale della donna, è molto complessa. Secondo quanto sarebbe emerso nel corso dell’inchiesta i medici, a più livelli secondo i modi e i tempi d’intervento, non capirono che dopo l’intervento originario per l’asportazione del fibroma si creò un quadro clinico infettivo molto preoccupante, che poi fu probabilmente peggiorato dai cosiddetti interventi “riparatori” successivi. Fino a quando, una mattina, la donna non si accorse dell’allucinante circostanza di cui raccontavamo all’inizio, con la perforazione dell’intestino. (n.a.)

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