Mercoledì, 16 Gennaio 2019
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MESSINA

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vaccino antinfluenzale, Messina, Archivio

Quest’anno, come lo scorso anno, avremo a disposizione, secondo quanto indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, un vaccino a composizione tetravalente, cioè capace di difendere l’organismo dal contagio di ben 4 ceppi virali. In questi giorni i medici di famiglia si stanno organizzando per dare immediata risposta al territorio e coprire il fabbisogno della popolazione messinese. E’ bene precisare che la preziosa piccola siringa non contiene virus interi e attivi, ma frammenti di ceppi influenzali A e B più diffusi nelle recenti epidemie. La campagna vaccinale che partirà a Messina da oggi durerà fino a dicembre, tempo utile per prevenire il contagio dall’influenza che arriverà alle nostre latitudini verso gennaio, febbraio. Il vaccino protegge a partire da due settimane dalla somministrazione e per circa sei mesi. Il Ministero della Salute raccomanda di procedere con fiducia al piano di vaccinazione, ai fini di evitare l’insorgenza di patologie influenzali che possano mettere in serio pericolo la salute delle categorie a rischio come gli ultrasessantacinquenni, le donne ai primi mesi di gravidanza, bambini dai sei mesi in su e malati cronici. Il presidente dell’Ordine dei Medici di Messina, Giacomo Caudo e il direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asp di Messina, Giovanni Puglisi, spiegano come l’influenza nel mondo mieta più vittime di qualsiasi malattia virale e rassicurano sull’utilità del vaccino che spezza la catena del contagio e limita al massimo le complicanze. Anche quest’anno insieme alla vaccinazione antinfluenzale è consigliata, per le categorie a rischio soprattutto gli anziani, quella antipneumococcica, per mettere al riparo da polmoniti ed altre infezioni. A Messina e provincia sono circa 140 mila le persone che ricorreranno ai vaccini. La macchina organizzativa ormai ben rodata vedrà la maggior parte di scorte arrivare al Mandalari mentre per la provincia i vaccini saranno portati nei vari distretti sanitari. Saranno gli stessi medici di famiglia a ritirarli e a somministrarli nei loro studi decidendo, per ciascuna categoria di pazienti, quale tipo sia più indicato, lo split utilizzato generalmente per i bambini e l’adiuvato, dalla risposta immunitaria più forte, indicato per adulti e anziani.

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