Sabato, 15 Dicembre 2018
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MESSINA

Residenze universitarie
nell’ex Margherita

ospedale margherita, Messina, Archivio

“L’ospedale Margherita non ci interessa, non lo vogliamo”. A ribadirlo, in maniera netta e convinta, il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, Gaetano Sirna, nel corso della trasmissione “In salute” di ieri su Rtp. Trasmissione nella quale sono emerse molte novità nel campo della sanità messinese. «È una struttura che non possiede i requisiti antisismici e che ci impegna troppi soldi – ha evidenziato Sirna in relazione all’ex ospedale – Anche i pagamenti delle utenze dei vigili del fuoco, attualmente allocati in comodato d’uso e quindi gratuitamente in un padiglione della struttura, sono a nostro carico». E si dice di circa 80mila euro per la sola fornitura di acqua per le autobotti. «Una situazione insostenibile – prosegue – abbiamo avvertito da tempo i vertici dei Vigili del Fuoco, ma senza avere alcuna risposta. Ora, abbiamo chiesto di trovare al più presto un’altra sistemazione e di rispettare gli accordi presi a suo tempo». Una sistemazione invece è già stata trovata per il Sert (Servizi per la Tossicodipendenza), l’Uvm (Unità di Valutazione Multidisciplinare), gli uffici di medicina di base e gli uffici legali e fiscali dell’Asp che occupano altri locali all’interno della ex struttura ospedaliera e che verranno dirottati quanto prima al Mandalari dove abbondano locali ed edifici chiusi e da sempre non utilizzati. Come se il Margherita fosse una palla al piede di cui liberarsi al più presto, Sirna ha voluto esternare tutte le sue idee in merito ad un possibile reimpiego. «Per il Margherita ci sono tante possibilità – sottolinea Sirna – prima fra tutte l’idea di una residenza universitaria su cui c’è già un’intesa con il rettore Pietro Navarra». Questa soluzione lascerebbe libera la storica Casa dello Studente di via Cesare Battisti che potrebbe essere così destinata ad altri usi, ad esempio il secondo Palagiustizia. Tra gli spostamenti previsti, anche quello dei venti veterinari dell’Asp che, dalle varie sedi decentrate nel territorio, andranno entro il 30 novembre, all’ospedale didattico veterinario dell’Annunziata, grazie a un’intesa con l’Università che punta così a consolidare l’operatività della strategica facoltà di Veterinaria. Questi, nelle intenzioni del massimo dirigente dell’Asp, sono solo alcuni dei provvedimenti che saranno adottati per “ri - mediare” ad un disavanzo che si aggira sui 45milioni di euro. Di questo “buco”però solo una piccola percentuale dipende dalla spesa farmaceutica, come molti pensano. Basterebbe appianare i contenziosi in atto per azzerare il disavanzo. Basti pensare che l’Azienda Sanitaria vanta crediti da Comune, Provincia ed altri enti pubblici e privati per oltre 130 milioni di euro. Un fiume in piena, il dg (che fra l’altro per quanto concerne la vicenda dei presìdi per l’incontinenza, oggetto di proteste di molti utenti a causa della qualità inferiore, ha annunciato la richiesta alla ditta di una diversa tipologia di ausili pur mantenendo il tetto massimo dei settanta centesimi giornalieri), che da due settimane riveste anche il ruolo di coordinatore delle gare consorziate del bacino orientale della Sicilia e che proprio ieri ha partecipato a Catania a una gara attesa da anni per la fornitura di sistemi diagnostici e reagenti per i laboratori di analisi.  Anche sul CUP – Centro Prenotazioni Unico – Sirna ha uscito il suo coniglio dal cappello svelando che è sua intenzione modificare al più presto il sistema di prenotazioni. Oltre alle strutture pubbliche, saranno inserite infatti anche le strutture esterne convenzionate.  

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