Domenica, 23 Settembre 2018
MESSINA

L’addio a Elisa, travolta col suo bimbo in grembo

elisa cucinotta, Messina, Archivio

 Per lei e il bimbo che cresceva nel suo grembo, morti a Reggio Emilia il 10 ottobre, travolti da un’auto, e sepolti ieri pomeriggio a Messina, abbracciati nella stessa bara bianca, due funerali segnati da un dolore incontenibile. Il primo s’era tenuto a Cadé, la frazione del comune emiliano dove Elisa Cucinotta, 36 anni, e il piccolino di 5 mesi, concepito con il marito Raffaele Vinci – che avrebbe dovuto chiamarsi Mario Gioele –, hanno perso la vita dopo essere stati investiti sulle strisce pedonali della Statale. Il secondo è stato officiato ieri a Messina, nella chiesa di Sant’Elena piena di parenti e amici, straziati. È stato l’ultimo addio alla giovane docente di Matematica – nata a Tremonti, trasferitasi dal 2001 a Cadé assieme al marito, originario di San Licandro –, rimasta vittima di uno degli incidenti più tragici degli ultimi decenni. È lei la mamma incinta di 5 mesi falciata mentre attraversava, alle sei e mezza del mattino, la via Emilia, direzione Parma, per andare a insegnare in una delle due scuole medie in cui aveva incarichi di supplenza (Boretto e San Martino in Rio). È stata travolta davanti a casa sua e soprattutto dinnanzi agli occhi dell’altro figlio di 6 anni, che aveva affidato a un’amica perché lo accompagnasse alla sua scuola elementare. A quanto pare, colui che l’ha investita, il sessantottenne conducente di una Volkswagen, l’avrebbe centrata in pieno non riuscendo a frenare se non dopo l’impatto, e questo al di là di quale fosse la sua effettiva velocità. Elisa è volata sull’asfalto per alcuni metri e le sue condizioni sono parse subito disperate. Arrivata l’ambulanza, è partita una corsa contro il tempo due volte drammatica, per strappare alla morte la trentaseienne e poi, essendo deceduta all’arrivo, per provare a far nascere tramite un disperato cesareo quel bimbetto di appena un chilo che sarebbe dovuto venire alla luce a febbraio. Entrambi i tentativi sono falliti. Altrettanto drammatica la corsa in auto verso l’ospedale, da parte del marito Raffaele Vinci, 41 anni, guardia giurata della Coopservice, in quel momento al lavoro, dopo aver ricevuto la telefonata con cui veniva informato che la moglie aveva avuto un grave incidente. Nella stessa giornata il sindaco di Reggio Emilia, Luca Vecchi, ha espresso il cordoglio suo e della città, e garantito che «il Comune sta svolgendo gli accertamenti di sua competenza ed è a totale disposizione delle autorità per definire pienamente il contesto dell’incidente». Apposite indagini sono state avviate dalla Procura di Reggio Emilia, con l’accusa di omicidio colposo a carico del conducente. Tanti hanno partecipato ai funerali sia in Emilia (in particolare professori e studenti) che ieri a Sant’Elena, dove s’era sposata con Raffaele e dove il figlio Samuele è stato battezzato.

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