Venerdì, 18 Gennaio 2019
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MESSINA

Terrore nei pub
Condannati 6 membri
di una banda

Nel 2011, nel quadralitero della vita notturna di via I Settembre, pieno di pub e localini frequentati fino a tardi, avevano instaurato un vero e proprio clima di terrore con pestaggi, raid vandalici, e perfino estorsioni in piena regola a gestori e clienti. Molto spesso bevevano, mangiavano, e non pagavano un euro. Le prime avvisaglie della gang ci furono ad aprile, la cosa andò avanti per diversi mesi anche dopo l’estate, fino a settembre, la situazione divenne molto pesante, poi ad ottobre dopo alcuni mesi d’indagine risolsero tutto polizia e carabinieri, incastrando sei ragazzi. Ieri per questa brutta storia è arrivata la sentenza di primo grado con alcune condanne anche parecchio pesanti, decisa dai giudici della prima sezione penale presieduta da Eliana Zumbo. Gli arrestati e i fermati di allora, c’era pure qualche minorenne coinvolto, nel frattempo diventati imputati, erano; Antonio Moschitta, 21 anni; Liborio Caccamo, 26 anni; Placido Roberti, 23 anni; Giovanni Cortese, 26 anni; Francesco Abate, 34; Letterio Oteri, 21 anni, quest’ultimo all’epoca raggiunto dalla misura della permanenza in casa. Le accuse iniziali contestate a vario titolo erano estorsione aggravata, lesioni aggravate, minacce e danneggiamento aggravato. Pesanti le condanne che aveva richiesto per loro il pm Antonella Fradà. Ecco la sentenza. I giudici hanno inflitto 7 anni di reclusione e 7.000 euro di multa a Antonio Moschitta; 8 anni e 8.000 euro di multa a Liborio Caccamo; 7 anni e 7.000 euro di multa a Placido Roberti; 2 anni a Giovanni Cortese; 2 anni a Letterio Oteri; 2 anni e 6 mesi a Francesco Abate. Si sono registrate anche assoluzioni parziali e prescrizioni. Cortese, Oteri e Abate sono stati assolti «per non aver commesso il fatto» dall’accusa di estorsione contestata al capo A ai titolari di un pub di via I Settembre. Moschitta e Roberti sono stati invece assolti «per non aver commesso il fatto» dall’accusa di un’altra tentata estorsione sempre ai danni del locale, in sintesi la classica offerta di “protezione” ai gestori con tanto di pagamento regolare, che poi non si concretizzò. Gli imputati sono stati assistiti dagli avvocati Rodolfo Nesci, Giuseppe Donato, Daniela Chillé, Antonello Scordo, Andrea Florio e Pietro Giannetto. Nell’ottobre del 2011 i provvedimenti cautelari scattarono con un’ordinanza siglata dal gip Walter Ignazitto, su richiesta del sostituto procuratore Antonella Fradà per i maggiorenni e del pm dei minori Giuseppina Latella. L’indagine, visto il grave allarme sociale, vide impegnati in sinergia polizia e carabinieri. Indagini particolarmente impegnative, avviate nel settembre del 2011, che permisero di stanare la pericolosa gang capace di terrorizzare il centro storico.

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