Martedì, 18 Settembre 2018
MESSINA

Attestato nominativo
di richiedenti asilo:
migranti sprovvisti

Per il ventennale della “Carovana Internazionale Antimafie”, nata da un’idea dell’Arci Sicilia, sono stati scelti i temi della tratta degli esseri umani e dello sfruttamento del lavoro dei migranti. La carovana giunta in città sabato mattina, organizzata da Arci, Libera, Avviso pubblico con Cgil, Cisl, Uil e Ligue de l'enseignement, è arrivata con i furgoni sino alla tendopoli del PalaNebiolo. Ad attenderla, fuori dai cancelli, un gruppo di militanti che ha messo in scena un’azione performativa per denunciare “la caccia ai migranti annunciata dalle gendarmerie europee”. In riferimento è all'operazione “Mos maiorum”, che da oggi al 26 ottobre si avvierà su scala europea, organizzata dal governo italiano. La performance, con al centro il manifesto “schedateci tutti”, è stata allestita dal Teatro Pinelli Occupato e dal Circolo Arci Thomas Sankara e ha  messo, anche,  in luce un preciso  cambiamento di rotta del governo italiano che  sino a qualche settimana fa, soprattutto per i siriani  e gli eritrei, lasciava che gli stessi, non identificati e foto segnalati, lasciassero la Sicilia per dirigersi verso il Nord Europa dove potevano presentare domanda di asilo  e ricevere, così,  una vera accoglienza , molto differente  da quella emergenziale predisposta dell’Italia, che si colloca, insieme alla Grecia, tra le  ultime posizioni europee per l’ accoglienza materiale e i servizi di inclusione.

Alle 10 la delegazione dell’Arci ha fatto ingresso nella tendopoli dell'Annunziata ed ha incontrato le 250 persone presenti, tra cui 91 minori, riunite in assemblea, per parlare di tratta, informare sulla realtà italiana legata al lavoro nero e allo sfruttamento dei migranti e richiedenti asilo. La carovana, in seguito, attraversando la città, è entrata dentro la caserma di Bisconte. Qui ad attenderli, uomini dal Bangladesh, Nigeria, Gambia, Senegal, Guinea Bissau, Togo, Mali, che vivono ristretti in stanze poco spaziose piene di letti a castello, anche 90 posti in pochissimi metri  e nient’altro. A margine dell’assemblea, si è avvicinato un gruppo di adolescenti i quali hanno rivelato la loro minore età. Tutte le persone presenti, anche da oltre un mese, a Bisconte e al Pala Nebiolo, non possiedono un attestato nominativo di richiedenti asilo, ma esclusivamente una targhettina di cartone dell’ente gestore che gli permette di poter uscire durante il giorno. L’Arci ha introdotto elementi illustrativi sulla loro condizione giudica, sconosciuta da tutti, e chiederà al questore di rimuovere gli  impedimenti che ostacolano l’inizio della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale e l’allontanamento, da luoghi promiscui, per i minori   allocati  presso la caserma Bisconte.

 Nel pomeriggio, la mostra fotografica Nuovi schiavi al Circolo Arci “Thomas Sankara”, con immagini di sopraffazione ma anche di riscatto, realizzate da Gabriel Loisy, Elena Perlino e Roberto Tenace. Alle 19 la proiezione del film “Schiavi” di Stefano Mencherini, che ha raccontato l’esperienza dell’accoglienza dei richiedenti asilo, post primavera araba. Infine è stato organizato uno spazio ricreativo con i minori stranieri non accompagnati, sostenuti direttamente dal circolo Sankara, minori ospitati in strutture di emergenza ma anche purtroppo nella tendopoli. «Grave violazione che se pur denunciata, non ha trovato soluzione  e che è una delle gravissime conseguenze  della mancata chiusura di un luogo insalubre e inadatto come il PalaNebiolo», hanno dichiarato i rappresentanti dell'Arci.

 

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