Giovedì, 20 Settembre 2018
MESSINA

Sei auto devastate
da incendio doloso

Uno di quei probabili attentati incendiari che generano panico e allarme sociale. La sensazione che la ferocia di qualcuno, qualunque sia l’ingiustificabile movente che lo ispira, possa travolgere in un attimo, all’improvviso, i beni primari se non la vita non solo della sua “vittima” ma di altre persone parimenti innocenti. Che si trovano a passare di lì quel sabato sera, o che hanno porta e finestra a ridosso del luogo in cui lui ha scatenato il suo folle rogo. E finiscono per rischiare di morire, di fuoco o di esalazioni. Così è stato per un tremendo incendio che ha coinvolto ben sei automobili, nella tarda serata di sabato, in via Arcipeschieri, piccola traversa del viale Principe Umberto: a pochi metri dai piani bassi di due palazzine ai sei piani, a distanza alquanto ravvicinata anche dal cancello carrabile del popoloso complesso residenziale “Le Terrazze”. Intorno alle 23 qualcuno avrebbe appiccato le fiamme su una “Bmw 320”, immediatamente il rogo si è propagato su una vicina Peugeot 107 (e le due vetture rimaste carbonizzate), quindi le altissime lingue di fuoco hanno avvolto una “Nissan Juke”, una “Seicento” ed una “Volkswagen Golf”. Queste tre automobili sono state gravemente danneggiate, con parte degli abitacoli liquefatti, mentre una sesta vettura, una “Punto” ha riportato danni sulla sua parte posteriore. Insomma un atto dalle conseguenze patrimoniali devastanti cinque distinte famiglie. Ma sotto un certo profilo ciò è secondario. Prioritari sono sempre il terrore e l’angoscia di chi sabato sera, affacciatosi al balcone a piano terra, s’è visto davanti una valanga di fuoco alta cinque o sei metri che deflagrava in tutte le direzioni. Per chi ha temuto di fare la fine del topo in trappola, ed è disperatamente fuggito verso l’interno della sua casa o del condominio. Vengono i brividi a pensare a quel che poteva accadere se nelle vicinanze vi fosse stato un tubo del gas. Per non parlare delle pestilenziali esalazioni di materiale gommoso o plastico inoculato durante e dopo il rogo e–in dosi minori–da chi, ancora ieri sera, s’avvicinava alle carcasse in cenere. Sul posto, l’intervento dei vigili del fuoco (agli ordini del caposquadra Saro Terranova) è stato tempestivo ed ha scongiurato una possibile tragedia. I poliziotti delle Volanti hanno subito avviato le indagini anche su possibili collegamenti esistenti con analoghi incendi dolosi di auto verificatisi il giorno stesso o la sera precedente. Non si esclude nessun movente, dall’attentato, all’intimidazio - ne, all’ipotesi di persecuzione di uno stalker, e non poche persone sono già state ascoltate, altre potrebbero esserlo, per stringere il cerchio sul colpevole.

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