Mercoledì, 26 Settembre 2018
MESSINA

Il giallo della Albino Luciani, ora la polizia cerca i mandanti

  Il cerchio si stringe ma è tutt’altro che chiuso. Forse perché era molto più largo di quanto ci si potesse aspettare. La polizia ha individuato il responsabile del secondo attentato incendiario che ha avuto come teatro la scuola Albino Luciani. A dare a fuoco l’auto della preside Grazia Patané, una Citroen C3, è stato un romeno di 20 anni, denunciato dalla Mobile per danneggiamento. Il ragazzo è stato portato in questura ieri mattina intorno a mezzogiorno, quando gli inquirenti, coordinati dal capo della Mobile Giuseppe Anzalone, lo hanno interrogato per capire cosa ci fosse dietro il gesto apparentemente immotivato. Ed è proprio questo il punto: cosa c’è dietro a quanto sta accadendo attorno alla scuola di Fondo Fucile? Il giovane romeno, nell’ammettere di essere stato lui ad avere incendiato l’auto della Patané, ha però provato a convincere gli agenti della Mobile di aver sbagliato obiettivo due volte: non si trattava né dell’insegnante giusta né, addirittura, della scuola giusta. Ma alle coincidenze si fa fatica a credere e non ci credono nemmeno gli inquirenti. I quali a questo punto stanno cercando di mettere assieme i tasselli di un puzzle complesso che possa condurre ai mandanti degli attentati incendiari della Albino Luciani. L’ipotesi che prende sempre più corpo, infatti, è che sia unica la regia dei fatti del 16 settembre scorso, quando fu incendiata la prima auto – quella della maestra Argentina Sangiovanni – insieme ad altre vetture, e di lunedì scorso, quando ad essere avvolta dalle fiamme è stata l’auto della preside. Risulta poco credibile la coincidenza dei due attentati incendiari nel giro di sei giorni, con modalità pressoché identiche. Lo è ancora meno che sia nel primo che nel secondo caso si sia trattato di errori. Ed è proprio l’apparente distanza tra i due esecutori materiali –un alunno di tredici anni della stessa Albino Luciani, autore del primo attentato incendiario, e un ventenne romeno – ad alimentare, infine, l’ipotesi dell’unica regia.

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