Martedì, 25 Settembre 2018
MESSINA

Reginald Green
al Policlinico

Aveva una vita ne ha donate sette. Una consapevolezza che dà la forza di un leone all’oggi 84enne Reginald Green, impegnato in mille iniziative per portare avanti un messaggio nato venti anni fa quando lui e sua moglie Maggie hanno avuto la capacità di dire si in un contesto in cui sarebbe stato più naturale dire no. Eppure sette persone grazie a cuore, reni, pancreas, fegato e cornee di Nicholas, quel bimbo sorridente che avrebbe avuto tutta la vita davanti, oggi vivono grazie a quel si. L’anziano papà ha raccomandato che è importante collocare l’idea della donazione degli organi nei pensieri delle persone quando la morte è ancora un concetto distante, perché quella cerebrale arriva purtroppo improvvisa quando non si è preparati all’idea di donazione. Dal direttore generale dell’azienda Policlinico, Restuccia, al direttore sanitario Volo, dal Rettore Navarra, al coordinatore del Centro regionale Trapianti Sparacino tutti hanno espresso l’importanza della donazione, il calo vertiginoso della Sicilia sulle donazioni negli ultimi sei mesi, così come delle opposizioni che dal 30% della media nazionale in Sicilia superano il 50. Eppure le testimonianze e la gioia di chi riacquista la vita orami perduta grazie a un trapianto, sono tante. Toccante la testimonianza del 40enne Gaetano Alessandro che ha ricevuto a maggio il cuore del coetaneo Corrado Lazzara. “La chiave, ha detto, è entrare nell’ottica del ricevere l’organo non del dare”.

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