Sabato, 22 Settembre 2018
MESSINA

Ospedale Piemonte
Cisl e Uil promuovono
assemblea cittadina

No alla chiusura dell’Ospedale Piemonte: la Cisl e la Uil, insieme alla Federazioni del Pubblico Impiego, dei Medici e dei Pensionati, hanno ribadito la loro posizione nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina per spiegare i motivi dell’Assemblea cittadina promossa per il prossimo 29 settembre alle 17.30. Per Tonino Genovese (Cisl), Carmelo Catania (Uil), Giuseppe Calapai (Uil Fpl), Calogero Emanuele (Cisl Fp), Bruno Zecchetto (Pensionati Cisl), GianPlacido De Luca (Cisl Medici) e Mario Macrì (Uil Medici) l’Ospedale Piemonte è un simbolo della città, “una struttura strategica per la sanità messinese e l’assistenza alle fasce deboli”. “Continuiamo a non vedere assunti gli impegni promessi – ha detto Tonino Genovese – anzi vi sono azioni, anche sotterranee, che ci preoccupano e non vorremmo assistere al bis dell’Ospedale Margherita. Ad esempio, suona strano che proprio ora si siano accorti di un buco da 35 milioni di euro. Ribadiamo, quindi, il nostro no alla chiusura perché il Piemonte è un presidio fondamentale per la sanità messinese”. “C’è bisogno del sostegno della gente – ha aggiunto Carmelo Catania – per evitare che il Piemonte faccia la stessa fine del Margherita. E vorremmo che anche la classe politica assuma un serio impegno nel tutelare gli interessi dei cittadini, l’Ospedale Piemonte è un presidio che va reso funzionale e potenziato”. Si scaglia contro il dg Vullo, invece, Calapai: “Ha creato allarme sociale – ha denunciato – e nessuno si può consentire ciò. Difenderemo la dignità degli operatori e dei cittadini. Questo è un problema di civiltà, che se ne renda conto anche la politica che sinora ha fatto scelte scellerate”. Si è detto pronto alla mobilitazione Calogero Emanuele: “Troppi lati oscuri e poca chiarezza – ha evidenziato – ecco a cosa stiamo assistendo. Se il dg Vullo afferma che deve essere la cittadinanza a decidere le sorti del Piemonte, allora così sia: invitiamo tutti i messinesi alla mobilitazione perché non è dismettendo uno stabile che si migliora la struttura organizzativa del Papardo-Piemonte. Bisogna organizzare l’azienda in maniera efficiente e complessiva per dare servizi su tutto il territorio”.

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