Lunedì, 24 Settembre 2018
MESSINA

Da domani niente più Terminal Tremestieri

Da domani il Terminal Tremestieri non è più titolare della concessione relativa alle aree degli approdi della zona sud. È la novità più rilevante, ma forse non l’unica, in un settore dove nell’arco dei prossimi mesi potrebbero registrarsi numerose “sorprese”. Terminal Tremestieri è la denominazione della società consortile, composta da Caronte& Tourist, Meridiano e Bluferries, che ha gestito finora l’omonimo terminal costruito nel 2006. La concessione ha una durata che va di quattro anni in quattro anni e scade proprio in questo mese. L’Autorità portuale ha bandito la nuova gara, andata però deserta lo scorso 31 luglio. Si è deciso di procedere, dunque, con una proroga, nell’attesa dell’espletamento del nuovo bando. Ma la società si è detta non interessata a proseguire il servizio in proroga e, dunque, da domani dovremmo assistere a una sorta di “liberi tutti”, nel senso che non ci sarà più un consorzio a gestire le aree e che ogni compagnia di navigazione (come, d’altra parte, accade nel porto di Reggio Calabria) dovrà presentare istanza di attracco alla Capitaneria di porto. In teoria, tutte le società interessate a sviluppare traffici lungo le rotte dello Stretto potrebbero avanzare domanda. Bisognerà vedere come le compagnie riusciranno a organizzarsi e quali saranno gli effetti sugli attuali livelli occupazionali (la Srl Terminal Tremestieri dà lavoro a una trentina di dipendenti). L’Authority non si aspettava di trovare difficoltà così grandi nella selezione delle imprese alle quali affidare in concessione le aree e i beni che insistono in prossimità dei due scali di Tremestieri, «al fine di condurvi – questo è l’oggetto dell’appalto – la gestione commerciale al servizio del cabotaggio marittimo nazionale tra le sponde dello Stretto, nonché la manutenzione, l’esercizio in sicurezza e la custodia di tali aree e beni». In discussione vi è il canone a base d’asta per il periodo contrattuale di quattro anni che è stato stabilito, al netto dell’incremento Istat, in 2 milioni 670 mila euro e l’obbligo, per i concessionari, di assicurare la manutenzione ordinaria e straordinaria, comprese le eventuali operazioni di dragaggio dei fondali. Ma non è solo questo il punto controverso. All’orizzonte, infatti, incombe la data del 31 ottobre 2014, entro la quale l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha fissato il termine per la chiusura del procedimento anti-Trust avviato nei confronti degli armatori.

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