Sabato, 22 Settembre 2018
MESSINA

Dopo l'attentato scattano gli interrogatori

Notte di interrogatori e perquisizioni a Bisconte dopo il grave attentato di ieri notte alla caserma Gasparro. Gli uomini della Squadra Mobile hanno sentito e controllato gli alibi di numerosi pregiudicati della zona ed eseguito riscontri per tentare di risalire agli autori del gesto contro il centro di accoglienza per immigrati istituito poche settimane fa.

Un’iniziativa che probabilmente non è piaciuta a qualcuno che ha compiuto il gesto eclatante per sottolineare la disapprovazione. Così nella notte fra mercoledì e giovedì i malviventi hanno rubato una Fiat Panda, di proprietà di un incensurato, parcheggiata a 300 metri dalla caserma. L’hanno parcheggiata vicino all’ingresso principale del centro di accoglienza, che per ora non ospita extracomunitari, l’hanno cosparsa di benzina e rihanno appiccato il fuoco. Poi, prima di fuggire, hanno esploso cinque colpi di pistola calibro 7,65. Un chiarissimo avvertimento contro chi ha voluto realizzare a Bisconte il centro trasferendo immigrati ma soprattutto rafforzando la presenza di Polizia e Carabinieri. I primi ad intervenire ieri notte sono stati due poliziotti e due finanzieri di guardia che hanno subito avvisato i Vigili del Fuoco. Sul tetto della Panda una tanica di benzina ulteriore conferma della natura del gesto. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Squadra Mobile che hanno repertato cinque bossoli trovati sull’asfalto e sequestrato l’autovettura che ora sarà sottoposta a controlli da parte della Scientifica alla ricerca di tracce. Resta da capire chi abbia potuto progettare un’azione del genere. Gli investigatori escludono si tratti di un gesto della criminalità organizzata che non ha alcun interesse a richiamare sul quartiere  l’attenzione delle forze dell’ordine, né della criminalità comune che proprio in quella zona gestisce una fiorente attività di spaccio e privilegia il basso profilo. La pista privilegiata resta al momento quella del gesto isolato da parte di persone sicuramente legate ad ambienti criminali ed insofferenti alla scelta del governo  e della prefettura di adibire l’ex caserma militare a centro di accoglienza per immigrati. Una scelta tuttavia accolta serenamente dagli abitanti di Bisconte che mai in queste settimane hanno manifestato alcun segnale d’insofferenza.

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