Sabato, 20 Ottobre 2018
MESSINA

L'agenda Messina, Accorinti la porterà a Renzi

Protagonista il decreto “Sblocca Italia”. L’”agenda Messina” del sindaco Renato Accorinti,  suddivisa in 5 punti cardine, in ben 4 ne comprende l’introduzione. La realizzazione del secondo pala giustizia la prima aspettativa nel promemoria per il presidente del consiglio Matteo Renzi. Infatti, grazie al fatto che  finalmente si è trovato un accordo unanime sul sito in cui ubicarlo, e cioè nell’are militare  delle Caserme Crisafulli-Zuccarello, si chiede l’attivazione del finanziamento di 17milioni di euro, già disponibile,  ma bloccato da quasi 30 anni proprio perché mancava il sito da destinarvi. Dal secondo punto in poi l’agenda si fonda su quella che è più conosciuta  come la  vertenza dello Stretto, con una parte molto esplicativa sulla volontà del comune di Messina, in vista della riduzione del numero di autorità  portuali su tutto il territorio nazionale, di unirsi a Gioia Tauro, piuttosto che ad altri porti siciliani con cui quello peloritano entrerebbe in competizione per il movimento passeggeri. Accorinti quindi ribadisce la legittima  pretesa che venga rispettato la costituzione e quindi che venga garantita  la continuità  territoriale attraverso il sostegno economico del governo  alle aziende  che  forniscono i servizi di  mobilità sia marittimi che ferroviari. Ma il primo cittadino non dimentica la sua prima battaglia e cioè quella che la città ottenga i famigerati fondi previsti per le opere compensative i in fase di progettazione del  ponte, ben  231 milioni di euro. C’erano degli accordi ben precisi con la società Streto di Messina tra cui la riqualificazione del porto storico,  la realizzazione  del programma porti e stazioni  tra la zona falcata e Tremestieri, la nuova viabilità  a Granatari, il piano particolareggiato di  capo peloro, il ripascimento della costa a Santa Margherita,  la riqualificazione della panoramica.  Accorinti infine non dimentica  di rappresentare al premier  i problemi economico-finanziari della città e gli chiede un proroga dal 3 al  30 settembre della scadenza per l’approvazione del piano pluriennale di riequilibrio, la cui proposta è stata già approvata dalla giunta. Richiesta questa che potrebbe essere utile anche ad altri comuni nelle stesse condizioni di Messina 

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