Mercoledì, 26 Settembre 2018
MESSINA

Ordinanza anti tir, arriva la sospensiva

Un altro capitolo della battaglia che il sindaco di Messina, Renato Accorinti si è intestato per impedire l’invasione dei Tir nel centro cittadino. Lo ha scritto oggi il  Tar di Catania che ha accolto la richiesta di sospensiva avanzata dal gruppo Franza  contro l'ordinanza firmata dal primo cittadino che disponeva il divieto di transito dalle 7 alle 21 in alcune delle principali direttrici del centro di Messina per i mezzi con carico superiore alle 7,5 tonnellate. Gli armatori avevano presentato ricorso lamentando  le conseguenze di carattere economico che il provvedimento avrebbe provocato. Un danno di notevole entità prodotto dal braccio di ferro con il sindaco Accorinti che della crociata anti tir ne aveva fatto una bandiera fin dalla campagna elettorale. Non per niente lo stesso primo cittadino, avvolto nella fascia tricolore, si è recato per giorni personalmente sul cavalcavia per fermare i mezzi sbarcati dalla Cartour e spiegare ad autotrasportatori per la verità poco  disposti a comprendere le sue ragioni, i motivi del divieto.  Giorni di discussioni, litigi, malori accusati da alcuni camionisti nel tentativo di arginare giorno dopo giorno l’arrivo dei mezzi pesanti in città.  Il 24 luglio era giunta la prima sospensiva su ricorso presentato dal sindacato degli autotrasportatori  Aias del combattivo segretario Richichi. Quindi la nuova ordinanza messa a punto dal dipartimento Mobilità del Comune.  Del caso si era occupato nei giorni scorsi il prefetto Stefano Trotta che aveva auspicato un incontro chiarificatore tra Accorinti e l’ad di Caronte Tourist Vincenzo Franza. Il faccia a faccia era previsto per oggi pomeriggio ma è saltato quando è giunta la notizia della sospensiva del Tar.  Ad annunciarla per prima stamane nel consiglio comunale in cui si è discusso del futuro dell’ospedale Piemonte la consigliera Simona Contestabile. E subito è salita la tensione con Accorinti imbufalito per lo stop ed alcuni consiglieri visibilmente soddisfatti. Segno di una frattura consiglio-giunta comunale ormai sempre più difficile da sanare.

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