Domenica, 23 Settembre 2018
PETROLIERA DANESE

Migranti morti
5 arresti a Messina

Cinque extracomunitari sono stati arrestati dalla Squadra Mobile di Messina con l'accusa di omicidio plurimo. Sarebbero responsabili della morte di decine di profughi che viaggiavano con i 561 migranti giunti a Messina domenica scorsa. 

I cinque arrestati, per omicidio plurimo, che erano sul barcone carico di migranti poi presi da una petroliera il 19 luglio e portati a Messina, hanno provato a farla franca, nascondendosi tra i profughi. Lo dicono gli investigatori della polizia di Stato che indagano sul viaggio in cui ci sarebbero stati oltre 100 morti. Tre indagati hanno cercato di scappare: avevano un biglietto in tasca per il pullman che andava a Milano. Gli arrestati sono Mhamed Morad Al Fallah, 21 anni, di Damasco, Youssef Dahman, 21 anni, di Fes (Marocco), Abdrzakc Asbaoui Asbaoui, nato a Bnimlal (Marocco), 25 anni, Saddam Abuhddayed , nato a Khanyounis (Palestina), 25 anni, Jamal Rajeb, 32 anni, nato in Arabia Saudita.

Agli inquirenti, gli extracomunitari sopravvissuti hanno raccontato che molti loro compagni di viaggio sarebbero annegati durante le operazioni di avvicinamento del barcone alla petroliera danese che stava cercando di prestare loro soccorso.

Una sessantina di persone sarebbero state accoltellate e gettate in mare. Lo raccontano i migranti che erano sul barcone soccorso il 19 luglio da una petroliera danese tra la Libia e Malta ai poliziotti che li hanno interrogati. A bordo ci sarebbero state 700-750 persone. ventinove profughi sono morti nella stiva, una donna è morta durante le operazioni di trasferimento in ospedale e un bambino di due anni è giunto morto a Messina dove la petroliera con 566 persone era stata dirottata. Sulle cifre drammatiche non vi sono dati ufficiali ma gli investigatori stanno cercando di avere il quadro più chiaro possibile mettendo a confronto le diverse testimonianze Secondo i profughi alcuni dei 5 fermati oggi a Messina con l'accusa di omicidio plurimo avrebbero ucciso e gettato in mare diverse persone e non avrebbero permesso a uomini e donne che erano nella stiva di uscire sul ponte. Il caos sarebbe sorto poco prima della trasbordo dei migranti dal peschereccio alla petroliera. I migranti raccontano che i dissidi iniziali sarebbero nati tra Arabi e Africani perché quest'ultimi che viaggiavano nella stiva volevano uscire fuori. Inoltre sul ponte si sarebbero contrapposte due fazioni tra le persone che volevano tornare indietro viste le precarie condizioni del barcone e quelle che invece volevano proseguire il viaggio. Infine decine di persone sarebbero annegate durante le operazioni di trasbordo tra barca e petroliera; tra queste il piccolo di due anni arrivato morto a Messina.

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