Sabato, 22 Settembre 2018
GUARDIA DI FINANZA

Giro di false fatture
perquisizioni
anche a Messina

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guardia di finanza

Un presunto giro di fatture false per svariati milioni di euro è stato scoperto dalla Procura della Repubblica di Agrigento. In queste ore in tutta Italia, su ordine del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto procuratore Andrea Maggioni, sono in corso perquisizioni nelle abitazioni e nelle pertinenze di 35 persone indagate e nelle sedi di 26 società che si trovano ad Agrigento, a Roma e nella sua provincia a Tivoli, Anzio, Ariccia, Albano Laziale, Pomezia e Fiumicino, a Catania e in provincia a Mascali, San Giovanni La Punta e Giarre, a Napoli e in provincia a Pozzuoli (Napoli), a Fondo (Trento), a Sperlonga (Latina), a Limbadi (Vibo Valentia) e a Messina. L’accusa è di avere organizzato un sistema finalizzato alla commissione in serie di reati fiscali in particolare con l’emissione di fatture false per operazioni inesistenti e il successivo utilizzo delle stesse nella dichiarazione dei redditi. L'inchiesta è partita da un semplice controllo della Guardia di Finanza nel settembre scorso lungo la Strada Statale 640 quando in territorio di Canicattì (Agrigento) venne fermato un uomo sulla cui auto vennero trovati 180.000 euro in contante. (AGI)

Un presunto giro di fatture false per svariati milioni di euro è stato scoperto dalla Procura della Repubblica di Agrigento. In tutta Italia, su ordine del procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e del sostituto procuratore Andrea Maggioni, perquisizioni nelle abitazioni e nelle pertinenze di 35 persone indagate e nelle sedi di 26 società che si trovano ad Agrigento, a Roma e nella sua provincia a Tivoli, Anzio, Ariccia, Albano Laziale, Pomezia e Fiumicino, a Catania e in provincia a Mascali, San Giovanni La Punta e Giarre, a Napoli e in provincia a Pozzuoli (Napoli), a Fondo (Trento), a Sperlonga (Latina), a Limbadi (Vibo Valentia) e a Messina. L’accusa è di avere organizzato un sistema finalizzato alla commissione in serie di reati fiscali in particolare con l’emissione di fatture false per operazioni inesistenti e il successivo utilizzo delle stesse nella dichiarazione dei redditi. L'inchiesta è partita da un semplice controllo della Guardia di Finanza nel settembre scorso lungo la Strada Statale 640 quando in territorio di Canicattì (Agrigento) venne fermato un uomo sulla cui auto vennero trovati 180.000 euro in contante. (AGI)

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