Sabato, 15 Dicembre 2018
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NEI PROSSIMI MESI

Accorinti: il Dalai Lama verrà a Messina

dalai lama, Messina, Archivio

A piedi scalzi in Vaticano per incontrare Papa Francesco e invitarlo a Messina. Con la “kata”, la sciarpa del buon auspicio, davanti a Tenzin Gyatso, che lo riceve a Pomaia, località in provincia di Pisa, prima dell’incontro pubblico a Livorno. E anche al Dalai Lama il sindaco rivolge lo stesso invito: venire a Messina per ricevere la cittadinanza onoraria. Accorinti insiste nel progetto di trasformare la città dello Stretto in un laboratorio permanente di pace nel Mediterraneo e di integrazione religiosa, culturale e interrazziale. A chi sostiene che il sindaco deve solo occuparsi dei problemi amministrativi, perché per questo è stato eletto dai cittadini, Accorinti risponde con il suo ritornello di sempre: «Se non c’è un cambiamento spirituale e interiore in ognuno di noi, non riusciremo mai a cambiare il mondo che ci circonda». “Volare alto”– ribadisce – non significa «non stare con i piedi per terra», anzi è l’esatto contrario. Solo avendo un progetto non limitato alla pura e semplice “gestione delle emergenze”, si può contribuire al riscatto di una comunità. A chi lo accompagnato nel suo viaggio, verso l’incontro con il Dalai Lama, Accorinti ha spiegato che il progetto di “Messina crocevia della Pace” avrebbe un impatto formidabile sull’immagine della città nel mondo, contribuirebbe a ridarle un ruolo cruciale nel Mediterraneo, aiuterebbe gli sforzi di chi vuol ragionare non più in termini localistici ma di “Area vasta”. «Immaginate per un attimo la risonanza mondiale che avrebbe un evento come la visita contemporanea a Messina del Papa e del Dalai Lama», sottolinea con la sua carica “visionaria” il primo cittadino. Sia per Bergoglio sia per Gyatso, l’amministrazio - ne è pronta a conferire la cittadinanza onoraria, provvedimento che ovviamente dovrà passare dal consiglio comunale. Non sarà facile organizzare un simile evento, che non può certo essere gestito solo dall’ente locale e che richiede il sostegno delle autorità nazionali e regionali, oltre che il consenso della diplomazia vaticana e del leader spirituale del buddhismo tibetano. Ma Accorinti vuole giocarsi tutte le carte a disposizione per realizzare «questo sogno ».

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