Mercoledì, 19 Settembre 2018
MESSINA

Si va verso un’estate
dalla “grande sete”

 I dati sono più che preoccupanti. In questo momento, dal Fiumefreddo, arrivano 220 litri di acqua al secondo in meno rispetto a qualche tempo addietro. La portata va riducendosi inesorabilmente, da mille a 750, e le previsioni confessate a denti stretti dai tecnici dell’Amam non inducono a ottimismo. L’Azienda, pur in assenza di comunicati ufficiali, è stata costretta a razionalizzare la distribuzione, ridotta ad alcune ore della giornata (dalle sei del mattino al primo pomeriggio). In alcuni villaggi, e nei piani alti di molti quartieri, la pressione è insufficiente e i rubinetti a secco già in mattinata. Quando il Fiumefreddo era in secca, si suppliva con l’acqua dell’Alcantara, o viceversa. Ma dal 2009 Messina non può più utilizzare quest’ultimo acquedotto, a causa delle tariffe, ritenute esose, praticate da Siciliacque, la società per azioni che ha preso il posto del vecchio Ente acquedotto siciliani costituita dalla Regione siciliana e da un partner privato. Una questione irrisolta ormai da cinque anni, nonostante gli interventi di amministratori o deputati regionali. Il silenzio assordante di questi ultimi tempi è un segnale sconfortante. Ieri si è registrata la protesta degli abitanti del complesso Zancle, di proprietà comunale, che da 13 giorni sono senz’acqua. Sarebbe davvero assurdo vanificare quanto realizzato nei decenni scorsi. Le emergenze non finiscono mai ma quella della “grande sete” non è tollerabile.

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