Lunedì, 24 Settembre 2018
MESSINA

Maitresse e squillo
Paraguaiana ricercata
dai carabinieri

  L’operazione antiprostituzione “Taide” è priva di un tassello. Dopo l’arresto delle cinque persone accusate di sfruttamento e favoreggiamento dell’attività di meretricio, i carabinieri stanno intensificando gli sforzi per acciuffare una donna sfuggita alla cattura. “Uccel di bosco” è una 32enne, nata in Paraguay e senza fissa dimora, nei confronti della quale il gip Giovanni De Marco, su richiesta del procuratore aggiunto Vincenzo Barbaro, ha emesso un’ordinanza di custodia in carcere, a differenza degli altri indagati, finiti ai domiciliari. La straniera, in concorso con Giacoma Mondello, Giuseppe Selvaggio e Mario Nicolò, «avrebbe partecipato all’esercizio di case di prostituzione, una a Messina, in via Santa Marta (nella disponibilità della paraguaiana), e una a Milazzo (nella disponibilità di Nicolò), e comunque favorivano e/o sfruttavano la prostituzione altrui e delle stessa 32enne, e reclutavano persone al fine di far loro esercitare, dietro pagamento di somme di denaro, prestazioni di natura sessuale tra persone di sesso diverso e del medesimo sesso». Non solo: avrebbe partecipato all’esercizio di una casa del piacere situata a Falerna Marina, in provincia di Catanzaro. E nell’alloggio di via Santa Marta, sottoposto a sequestro preventivo, i carabinieri della Compagnia Messina Centro, guidati dal maggiore Giovanni Mennella, hanno trovato fatture intestate alla ricercata. Si tratta di annunci su quotidiani, in cui veniva fornito un numero di cellulare da contattare per “massag - gi”. Durante il controllo, i militari hanno scoperto che l’utenza elettrica era intestata ad un narcotrafficante messinese morto in Colombia il 30 aprile 2013 dopo aver ingerito degli ovuli di cocaina. L’uomo, tra le altre cose, aveva contatti con la donna sfuggita alla cattura. «I due avevano uno stretto rapporto in relazione all’utilizzo dell’apparta - mento e già prima del decesso la paraguaiana era subentrata in prima persona nella gestione del locale», scrive il giudice De Marco. Così come erano molto frequenti i contatti della stessa con Giuseppe Selvaggio. La 32enne a cui si sta dando la caccia, che si faceva chiamare Patrizia, vendeva pure il suo corpo ed era molto attenta alle inserzioni pubblicitarie, specialmente sui siti internet

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