Sabato, 15 Dicembre 2018
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OPERAZIONE SAVANA

Inflitte condanne
a cinque affiliati
al clan Mangialupi

operazione savana, Messina, Archivio

Si è chiuso con cinque condanne lo stralcio processuale celebrato ieri davanti alla prima sezione penale del tribuale per l’operazione “Savana”. Al centro un vasto giro di furti di mobili antichi di un certo pregio, per alimentare il circuito parallelo e illegale degli antiquari senza scrupoli. E poi un giro di droga, scoperto strada facendo a Mangialupi. Si tratta di un’inchiesta dei carabinieri gestita dai sostituti procuratori della Dda Maria Pellegrino e Giuseppe Verzera, che nel gennaio scorso portò ad una serie di arresti, e che smantellò due distinte organizzazioni, gravitanti nell’ambito del gruppo mafioso di Mangialupi.
Ieri il collegio presieduto dal giudice Silvana Grasso ha inflitto, considerando la riduzione per la scelta del rito abbreviato: 5 anni e 8 mesi di reclusione, più 2.950 euro di multa a Salvatore Noschese; 5 anni, 4 mesi e 2.800 euro di multa a Gennarino Briganti; 5 anni ad Alessandro Cuté; 3 anni, 8 mesi e 5.000 euro di multa a Antonio Annetti; infine 3 anni, 8 mesi e 1.450 euro di multa a Natale Cardile. Per i primi tre è stata applicata la “continuazione” con altre precedenti sentenze. Briganti, Noschese e Cardile hanno poi registrato alcune assoluzioni parziali.
Le condanne rispecchiano sostanzialmente quanto aveva richiesto l’accusa, il sostituto della Dda Giuseppe Verzera. Il magistrato aveva sollecitato 5 anni di reclusione per Noschese, Briganti e Cuté; 3 anni e 8 mesi per Annetti e Cardile.
Il nome “Savana” dato all’inchiesta deriva da “leone” e “leoncino”, ovvero in vernacolo “liuni” e “liuneddu”, che erano da identificare in Alessandro e Antonino Cutè, padre e figlio, che sono ritenuti dagli inquirenti al vertice rispettivamente del gruppo specializzato in furti in appartamento e dell’altro dedito allo smercio di droga. Nel corso delle indagini per la “Savana” i carabinieri complessivamente accertarono 34 episodi di furto, tra consumati e tentati. Nel mirino del gruppo finirono alloggi non solo della città, ma anche di Longi, Fiumedinisi, Pace del Mela, Mandanici, San Pier Niceto, Rocca Caprileone, Ficarra, Villafranca Tirrena.

Cinque condanne al termine del processo sralcio celebrato davanti alla prima sezione penale del tribuale per l’operazione “Savana”. Al centro un vasto giro di furti di mobili antichi di un certo pregio e di droga, con epicentro a Mangialupi. L’inchiesta dei carabinieri gestita dai sostituti procuratori della Dda Maria Pellegrino e Giuseppe Verzera, smantellò due distinte organizzazioni, gravitanti nell’ambito del gruppo mafioso di Mangialupi. Il collegio presieduto dal giudice Silvana Grasso ha inflitto, considerando la riduzione per la scelta del rito abbreviato: 5 anni e 8 mesi di reclusione, più 2.950 euro di multa a Salvatore Noschese; 5 anni, 4 mesi e 2.800 euro di multa a Gennarino Briganti; 5 anni ad Alessandro Cuté; 3 anni, 8 mesi e 5.000 euro di multa a Antonio Annetti; infine 3 anni, 8 mesi e 1.450 euro di multa a Natale Cardile. Per i primi tre è stata applicata la “continuazione” con altre precedenti sentenze. Briganti, Noschese e Cardile hanno poi registrato alcune assoluzioni parziali.Le condanne rispecchiano sostanzialmente quanto aveva richiesto l’accusa: il sostituto della Dda Giuseppe Verzera aveva sollecitato 5 anni di reclusione per Noschese, Briganti e Cuté; 3 anni e 8 mesi per Annetti e Cardile.

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