Giovedì, 20 Settembre 2018
MESSINA

L'ex canile torna
Forte Schiaffino

forte schiaffino, Messina, Archivio
Forte Schiaffino

Gli uomini di Messinambiente hanno trovato i lucchetti ai cancelli del forte Schiaffino dove da oggi sarebbero stati in servizio per la bonifica. Un disguido che ha soltanto rallentato l’inizio dei lavori, finalmente programmati dopo anni di abbandono, da quando cioè, quello che era più conosciuto come il canile di Santa Lucia sopra Contesse, era stato liberato dopo l’apertura del Millemusi a Castanea. Dopo che sarà ripulito, comune e circoscrizione effettueranno un sopralluogo per verificarne le condizioni anche dal punto di vista della sicurezza strutturale perché su quell’area il II quartiere ha già dei progetti. Sarà il consiglio ovviamente a decidere, ma il presidente Nuccio Zullo ha in mente l’apertura dell’antica struttura alla fruizione della città, sulla scia del forte Ogliastri, adottato, in quel caso, dalla V circoscrizione. Ma se il Forte Schiaffino finalmente potrà avere una destinazione più dignitosa, cani e gatti vivono tempi duri per ora a Messina. Il Millemusi scoppia e non è in grado di ospitare altri animali, e sull’ex facoltà di veterinaria di Via Don Blasco  utilizzata da associazioni animaliste per il ricovero di oltre duecento fra cani e gatti randagi  pende l’ordinanza di sgombero del sindaco Accorinti dello scorso marzo. Per la prossima settimana è già previsto l’ennesimo sopralluogo della squadra della polizia municipale comandata da Biagio Santagati che dovrà verificare  il rispetto del dispositivo o altrimenti provvedere allo sfratto coatto e alla denuncia dei responsabili per la mancata esecuzione. Il problema è dove portare tutti quegli animali, posto che già sul territorio  sono stati reimmessi 800 cani microchippati che già provenivano dalla strada e che per legge sono affidati al sindaco. A questo proposito ancora non è stato rimandato a Messina il cagnolino che da Orto Liuzzo si era perso a Spadafora. Il comune tirrenico, che non avrebbe  verificato subito la sua provenienza con il dispositivo elettronico, lo aveva fatto ricoverare in un canile di Zafferana Etnea. Dopo qualche mese  i titolari della struttura hanno chiesto il pagamento della retta al comune di Spadafora, che contemporaneamente aveva verificato che l’animale era registrato a Messina. A questo punto al sindaco Accorinti è arrivata la richiesta del  rimborso del canile e una multa per aver smarrito il meticcio, che, fino a quando non sarà onorato il debito, non tornerà a casa.

 

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