Domenica, 16 Dicembre 2018
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MESSINA

Stadio, affidato incarico per collaudo

La partita dello stadio non è solo quella che si gioca in campo. Ma soprattutto quella che si sta disputando fuori dal rettangolo di gioco ma sempre nei  pressi del San Filippo.

Ieri è stato dato firmato il disciplinare che incarica un professionista messinese per l’esecuzione della verifica della tenuta sismica dello stadio a dieci anni dal suo collaudo.

Ad occuparsi di questa perizia sarà l’ingegnere Giovanni Ferlazzo, professionista esperto di impianti sportivi ed in particolar modo dello stesso San Filippo e del Celeste.

Da ieri ha 45 giorni di tempo per terminare il collaudo. Un lasso di tempo che lascerebbe ancora qualche giorno di margine prima del 4 giugno, data entra la quale la verifica dello stadio deve essere certificata.

L’ingegner Ferlazzo in un paio di settimane farà sapere se ha necessità di effettuare delle verifiche statiche sull’impianto.

Le prove di carico portano via un paio di giorni, se dovessero essere utili invece dei saggi allora i tempi sarebbero un po’ più lunghi.

Il professionista avrà un compenso di 18 mila euro, esclusi i fondi necessari per i test.

Ma la vicenda stadio si è arricchita nei giorni scorsi della richiesta di convenzione per 99 anni formulata dal Messina per un’ampia area a monte dello stadio, dove c’era il posteggio verde, e per un'altra porzione a valle vicino alla 114.

Molto  presto la Protezione civile provinciale presenterà un progetto esecutivo per la creazione di un’area di cosiddetto ammassamento, dove dovrebbero trovare sistemazione gli sfollati solo per una eventuale calamità. Le tre aree individuate, con tanto di finanziamento da 1 milione e 800 mila euro, sono al mercato S.Orsola, al campo Santamaria e proprio nel parcheggio a monte del San Filippo dove il Messina vorrebbe creare un campo d’allenamento per la prima squadra.

Cambiare la destinazione significa perdere il finanziamento, sospendere l’iter della protezione civile in attesa del vaglio della convenzione potrebbe portr via troppo tempo. E se poi una sana convivenza delle due cose, nella speranza che la zona d’ammassamento non serva mai, fosse la soluzione che fa felici tutti ?     

 

 

 

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