Sabato, 15 Dicembre 2018
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MESSINA

GdF segnala per danno da 47 milioni
Enti formazione messinesi

Mercoledì scorso le cifre erano state snocciolate nell’udienza davanti i giudici della seconda sezione del Tribunale nel processo dell’operazione Corsi d’oro.  Il commercialista Giuseppe Barreca e l’esperto di stime immobiliari  Dario Megna, intervenuto sulla congruità dei canoni d’affitto, hanno snocciolato le cifre. Dal 2006 al 2011 Ancol Aram e Lumen avrebbero percepito indebitamente dalla Regione 43 milioni di euro.

Ora i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Messina hanno segnalato alla Corte dei Conti il danno erariale causato dai tre enti di formazione ” per un ammontare complessivo di circa 47 milioni di euro.

A.N.Co.L., A.R.A.M. e L.U.Me.N. secondo quanto emerso dalle indagini che il 17 luglio scorso portarono all’arresto di dieci persone, attraverso lo schermo di società - appositamente create e i cui amministratori erano legati ai responsabili degli enti da vincoli di parentela e di fiducia - riuscivano a documentare spese relative al noleggio di attrezzature, ai servizi di pulizia dei locali e agli affitti degli immobili in cui venivano svolti i corsi di formazione, a prezzi notevolmente superiori a quelli di mercato. Con questo sistema distraevano dalla Regione fondi a proprio vantaggio. Questa condotta, secondo gli inquirenti, ha fatto venire meno il requisito della “non lucratività” degli enti e, di conseguenza, la loro legittimazione a vedersi accreditati i fondi destinati alle attività di formazione.

I finanzieri hanno segnalato alla Corte dei Conti un danno erariale a carico dell’A.R.A.M di 27 milioni di euro, della L.U.Me.N. di 3 milioni e dell’Ancol Sicilia di 16 milioni e mezzo.  Nell’inchiesta Corsi d’oro a luglio erano stati arrestati fra gli altri Chiara Schirò e Daniela D’Urso, mogli rispettivamente degli on. Francantonio Genovese e Giuseppe Buzzanca, Elio Sauta e la moglie Grazia Feliciotto e l’ex assessore comunale Melino Capone. Al momento sono 18, fra persone fisiche e giuridiche, gli imputati del processo Corsi d’oro. Per loro i magistrati coordinati dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita hanno chiesto il rito immediato. La Procura nei giorni scorsi ha presentato ricorso contro la decisione dei giudici del Riesame di revocare i domiciliari a nove imputati. Dopo la discussione del tre marzo scorso in questi giorni si conoscerà il verdetto.

 

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