Sabato, 15 Dicembre 2018
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PALERMO

Riforma Province, c'è
l'accordo su città metropolitane

province città metropolitane, Messina, Archivio

Sulle città metropolitane la maggioranza avrebbe raggiunto un accordo con il Nuovo centrodestra disponibile a votare l'articolo 7 del disegno di legge sulle Province rinviando la definizione delle funzioni a una successiva legge. E' saltata, invece, al momento l'ipotesi di introdurre negli statuti dei Liberi consorzi l'elezione diretta dei presidenti, proposta caldeggiata dal Ncd ma che ha trovato la contrarietà di una parte del Pd, in testa il capogruppo Baldo Gucciardi, dai 5stelle ma anche da pezzi della minoranza. Era stato il capogruppo del Pdl-Ncd, Nino D'Asero, a mettere sul tavolo la doppia proposta di mediazione durante i lavori parlamentari, in realtà già discussa nel corso di colloqui tra Crocetta, il segretario regionale del Ncd Giuseppe Castiglione e il segretario siciliano del Pd, Fausto Raciti. In aula, il presidente della commissione Affari istituzionali Antonello Cracolici (Pd) aveva 'formalizzato' la mediazione, da qui la sospensione dei lavori disposta dal presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone. Durante la pausa è stata convocata una riunione informale per capire se la mediazione sarebbe stata sostenuta in aula: ma all'incontro l'opposizione non s'è presentata, mentre i 5stelle, presenti, hanno chiarito che non avrebbero approvato la norma sul voto diretto dei presidenti da introdurre negli statuti dei Liberi consorzi. Crocetta, Ardizzone e i capigruppi della maggioranza a quel punto hanno preso atto della situazione, mediazione dunque fallita. Subito dopo l'aula ha approvato l'art.3 della riforma che stabilisce che i Liberi consorzi sono organismi di secondo livello. Rimane invece l'accordo tra maggioranza e Ncd sulle città metropolitane. (ANSA)

 

Governo battuto all'Ars con voto segreto su un proprio emendamento di riscrittura dell'articolo 4 del ddl sulle Province. Salta dunque l'intero impianto che disciplinava la composizione delle Assemblee dei Liberi consorzi. La bocciatura di fatto riporta all'art.4 del testo base esitato dalla commissione Affari istituzionali, secondo cui fanno parte delle Assemblee i sindaci dei comuni che aderiscono al Libero consorzio. Subito dopo il voto segreto, dai banchi dei 5stelle sono partiti applausi.

Con l'approvazione dell'articolo 3 del ddl sui Consorzi dei Comuni si sancisce un principio cardine della riforma: gli organismi dei Consorzi saranno scelti con elezioni di secondo livello, cioè dai sindaci e dai consiglieri dei Comuni aderenti". Lo dice il presidente del gruppo parlamentare Pd, Baldo Gucciardi a proposito del ddl di riforma delle Province in discussione all'Ars. "Il Pd si è battuto fin dal primo momento per l'affermazione di questo principio - continua Gucciardi - che è in sintonia con lo spirito di una riforma all'insegna del risparmio, dello snellimento e della semplificazione dei nuovi organismi".(ANSA)

 

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