Lunedì, 10 Dicembre 2018
MESSINA

Rfi punta ancora
sullo Stretto

Rfi ritiene centrale il ruolo il Messina e non vuole svincolarsi dagli impegni presi con l’Europa per creare un asse longitudinale che non può prescindere dallo Stretto. Lo promette con la sua presenza alla stazione marittima con il sopralluogo di oggi e  con l’impegno espresso davanti all’amministrazione comunale all’assessore regionale Nino Bartolotta che questo incontro lo ha fortemente voluto, il presidente di Rfi Dario Lo Bosco. Strappato l’impegno per una riqualificazione strutturale di quella che è la vera porta della sicilia. E’ un’impresa per il viaggiatore, specie se non in piena mobilità, poter arrivare dalla Stazione centrale alla Marittima ed imbarcarsi. E’ una zona nella quale bisogna migliorare i servizi e per farlo non devono passare anni. Ma l’integrazione dl lavoro fra RFI , la regione siciliana ed il Comune avrà soprattutto nella realizzazione della nuova Via don Blasco, opera da 27 milioni di euro, il suo punto d’incrocio. Il 27 febbraio è previsto l’ultimo passaggio amministrativo con la firma del passaggio delle aree di RFI sul percorso al Comune. 

Sono solo quattro i treni giornalieri di Metroferrovia che assicurano i collegamenti con il centro cittadino e l’estrema periferia Sud. Le riprese si riferiscono alla fermata di Gazzi che esprime al meglio la desolazione dell’intera tratta. Una linea che ha funzionato a singhiozzo fin dal 15 giugno 2009, giorno della sua attivazione. Nove corse iniziali, poi la lunga interruzione durata quasi un anno, fino ad arrivare a un servizio ridotto ai minimi termini. L’ennesima occasione sprecata che avrebbe potuto dare ossigeno alla critica viabilità cittadina. Un nuovo impulso per ridare vita a quei 16 km di linea ferrata, è arrivato lo scorso 3 febbraio: durante un tavolo tecnico fra Comune, Atm, Ferrovie e Regione, si è discusso di un nuovo piano integrato rivolto soprattutto a pendolari e studenti. L’obiettivo è quello di garantire almeno 20 corse fra la Centrale e Giampilieri. Una volta sceso dal treno l’utente potrà usufruire di tram e bus con un unico biglietto.  Proprio questo aspetto – fa sapere l’assessore regionale Nino Bartolotta – sarà concordato nelle prossime settimane: si dovrà infatti trovare un accordo fra Trenitalia e Azienda Trasporti Citttadina, attualmente operanti con tariffe diverse. Un interscambio tanto discusso, ma mai realizzato da cui però non si può certo prescindere se si vuole assicurare un servizio di trasporto degno di una città di quasi 250.000 abitanti. Torniamo alla fermata di Gazzi. Marciapiedi deserti, panchine vuote. A soli 500 metri il capolinea del tram. Sotto invece, continua a scorrere il torrente, riversando in mare liquami fognari e rifiuti, ma questa è un’altra storia.

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