Venerdì, 18 Gennaio 2019
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MESSINA

Sei indagati del Cas
per morte Provvy

Si tinge sempre più di giallo la morte di Provvidenza Grassi. Quel cadavere ritrovato giovedì sera dopo sei mesi accanto ad una cabina elettrica del Cas, assume adesso i contorni del mistero. Per gli investigatori si tratta di incidente stradale che poi, per una lunga serie di strane combinazioni, non è stato scoperto fino a due giorni fa. Per la famiglia di Provvidenza potrebbe esserci dell’altro dietro la morte della ragazza e soprattutto dietro il mancato ritrovamento del corpo e dell

’auto. Un primo aiuto potrà giungere dall’autopsia che il sostituto procuratore Diego Capece Minutolo, titolare dell’inchiesta, dovrebbe conferire martedì al medico legale. Il magistrato intende nominare anche un secondo perito, un ingegnere che ricostruisca la dinamica dell’incidente ed eventualmente cancelli le nubi che risono addensate su questo caso.

Polizia  stradale e Carabinieri sono sempre più convinti che Provvy sia morta a seguito di un volo di una ventina di metri dal viadotto Bordonaro della tangenziale la notte  del 10 luglio scorso mentre da Rometta, dove aveva trascorso la serata a casa del fidanzato, tornava a casa a S.lucia sopra Contesse. C’è il guard rail danneggiato ed è stata trovata lì vicino la targa anteriore della sua Fiat 600. L’auto è poi piombata ad un metro dalla rete di recinzione della cabina elettrica. Una ricostruzione plausibile ma che, come ha detto ieri il legale della famiglia l’avvocato Giuseppina Iaria, solleva molti dubbi. Intanto al momento nessuno può affermare con certezza che si sia trattato di incidente autonomo. E’ possibile che un altro mezzo possa aver urtato l’utilitaria, facendola sbandare e provocando il volo dal viadotto in un punto in cui la barriera protettiva è molto bassa. Eventualità che potrà essere accertata dal perito nominato dal magistrato. E poi ci si chiede come sia possibile che per sei mesi nessuno abbia notato l’auto accanto alla cabina elettrica. Eppure altri operai si sarebbero recati in quel posto in questi mesi e sicuramente avranno notato l’auto. Come mai nessuno ha segnalato la presenza della 600? Possibile che un cadavere in avanzato stato di decomposizione non emanasse cattivo odore? Interrogativi ai qual bisognerà dare una risposta ad una famiglia che per sei mesi ha sperato giorno dopo giorno di poter riabbracciare la loro Provvy.

 

 

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