Lunedì, 17 Dicembre 2018
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MESSINA

Quattro giorni per
“salvare” Palazzo Zanca

Come fare, dunque, per rimanere agganciati al treno del fondo statale “salva-comuni”, per accedere al quale serve un Piano di riequilibrio valido? Il vicesindaco e assessore al Bilancio Guido Signorino, come preannunciato nei giorni scorsi, una strada, seppur tortuosa e per certi versi inusuale, l’avrebbe trovata. Ma solo ieri l’ha esposta ufficialmente, dopo una lettera inviata nei giorni scorsi, alla commissione Bilancio. La strada si chiama comma 573 della legge di stabilità 2014, che prevede, in soldoni, che le Amministrazioni che hanno ottenuto una bocciatura del Piano dal consiglio comunale ottengono altri novanta giorni di tempo (dalla pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale) per predisporre un nuovo Piano. Tempo che, ha spiegato sempre ieri Signorino ai consiglieri, servirebbe a cercare di agganciare i fondi del decreto legge 35, che prevede “prestiti” trentennali per coprire i debiti delle pubbliche amministrazioni con le imprese. L’aiuto inusuale che Signorino ha chiesto alla commissione Bilancio e dunque al consiglio comunale è, sostanzialmente, quello di bocciare volontariamente una “re - plica”del Piano del commissario Croce, in modo da concedere automaticamente all’Amministrazione altro tempo (fino al 30 marzo), ed evitare che il percorso verso il dissesto torni ad essere un pericoloso piano inclinato. Sull’intera operazione ci sarebbe anche un parere positivo del Ministero, ma serve il placet della Corte dei conti: per questo l’Amministrazione avrebbe chiesto un’audizione urgente per martedì 28.

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