Martedì, 22 Gennaio 2019
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MESSINA

Migranti ancora in protesta,
ipotesi frazionamento

migranti occupazione, Messina, Archivio

Dopo i lavoratori in protesta e le famiglie senza una casa e' la volta degli stranieri senza un futuro. Palazzo Zanca continua ad ospitare i disagi le paure le speranze di molti, adesso anche non messinesi.

Secondo giorno di sciopero della fame per la cinquantina di giovani della tendopoli dell'annunziata che in quel posto non ci vogliono più tornare. Dopo aver occupato il salone delle bandiere, ieri notte, verso le 23, se ne sono tornati all'oasi di padre Tonino Schifilliti a curcuraci. Stamattina sono saliti su un autobus di linea ed alle 10'30 erano di nuovo nel Palazzo. Oziano occupando la grande stanza che ricorda la messina che apriva le porte all'Europa unita. Quella stessa europa  che sui migranti sembra invece non avere una politica ne’ concorde, né efficace.

Vengono da una dozzina di paesi del centroafrica a portarli sin qui, per far toccar con mano alla politica ed ai palazzi il loro caso sono stati soprattutto altri giovani, quelli del circolo ARCI Thomas Sankara. Indossano i nostri vestiti, quelli che questa città sempre generosa gli ha donato. Ma da messina devono andar via. Dalla prefettura sottolineano che quello del Nebiolo e' solo luogo di passaggio per questi migranti. In realtà molti di loro sono in città da settimane e forse questo rende tutto più insostenibile.

Ieri il sopralluogo dei vigili del fuoco che hanno riscontrato condizioni di sufficiente vivibilità. In molti non la pensano allo stesso modo, perché comunque una tenda non e' per sempre.

Ed allora prosegue il braccio di ferro fra sindaco e ministero. L'uno vuole una risposta per lo spostamento al villaggio le dune, l' altro, il Viminale , semplicemente non risponde.

In mezzo la prefettura che sottolinea come l'istanza, dopo la requisizione, e' stata comunque inoltrata al ministero anche se non c'era la firma di accorinti in calce. In attesa di una risposta mancano alternative, o meglio, ci sarebbero, in città e soprattutto in provincia ma non sono mai stati formalmente presentati.

Da settimane continua il palleggio fra istituzioni. Troppo tempo perchè non urga un’ accelerazione che faccia far pace la burocrazia con lo spirito di solidarietà

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