Mercoledì, 19 Settembre 2018
MESSINA

Tremestieri riaperto
le Ferrovie "alternative"

porto tremestieri, Messina, Archivio
porto tremestieri

La verifica tecnica è iniziata intorno alle 10. I piloti del porto hanno così scandagliato in fondali per stabilire se sussistessero le condizioni per riprendere la navigazione da e per la Calabria. La profondità variava tra i 5 metri e mezzo e i 7 metri e mezzo. Più che sufficiente per dare il via libera. Ci sono, infatti, parametri minimi da rispettare: 5 metri - 5 metri e mezzo la profondità e almeno 50 metri la larghezza della apertura che consente alle bidirezionali di attraccare, per adesso nell’unico scivolo disponibile. Una volta avuta la conferma, l’ingegnere Massimiliano Maccarrone, responsabile dell’area tecnica dell’Autorità portuale l’ha comunicata alla capitaneria di Porto. Nessun danno, inoltre, al cantiere dove la ditta Scuttari, ormai da più di due anni, sta eseguendo il lavori per la posa di 60 pali sui fondali, propedeutici per la realizzazione della nuova barriera protettiva del bacino la cui conclusione è prevista entro la fine di quest’anno. Operazione che renderà nuovamente fruibile anche il secondo scivolo. 

Ma intanto, dopo l’ordinanza dirigenziale che, in condizioni meteo marine buone, vieta ai mezzi pesanti di entrare negli imbarchi cittadini, rada S. Francesco e stazione marittima, le ferrovie starebbero per studiare un piano alternativo per farsi che i mezzi pesanti possano eluderla. Da giorni, infatti, sarebbero stati avviati dei lavori per ripristinare la biglietteria di S. Raineri e per consentire l’ingresso dei mezzi pesanti da un varco che dalla zona falcata, area officine, arriva direttamente alla prima invasatura. Sul piede di guerra ci sono gli operatori commerciali della stazione marittima poiché, una decisione del genere, se confermata, farebbe drasticamente diminuire il loro giro d’affari.  Stupirebbe, inoltre, e non poco, se le ferrovie dopo aver offerto al comune, in vari tavoli, la collaborazione per liberare il centro città dai mezzi pesanti, dovessero dar seguito ad un piano che porterebbe altri Tir sulla zona falcata attraverso la via La farina e il vetusto cavalcavia. Insomma, una decisone della serie  “fatta la legge, trovato l’inganno”. 

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