Martedì, 11 Dicembre 2018
MESSINA

Soprintendenza, Scimone
ritorna al vertice

rocco scimone, Messina, Archivio

È l’arch. Rocco Scimone il nuovo Soprintendente ai Beni culturali per la provincia di Messina. La nomina è stata formalmente accettata ieri e, dopo la firma del contratto, diverrà operativa dai primi di novembre. L’arch. Scimone, messinese, 62 anni, è  l’attuale direttore della Biblioteca regionale, incarico che ricopre dal 2010. È entrato nell’amministrazione dei Beni culturali nel 1981 e dal 1999 ha svolto il ruolo di direttore del servizio Architettonico-paesaggistico. Già nel 2006 fu nominato sovrintendente, ma poi l’incarico fu revocato a seguito degli esiti di alcune contestazioni giurisdizionali. 
«Il mio primo impegno? Reperire e spendere tutti i fondi possibili – annuncia il neo soprintendente, che subentra all’arch. Salvatore Scuto – e ovviamente condurre una vera e propria battaglia (come peraltro fatto anche da responsabile dei beni architettonici, ndc) per la valorizzazione della Real Cittadella e dei beni della zona falcata, come il forte SS. Salvatore, ma anche di Forte Gonzaga o di Palazzo Ciampoli a Taormina: non dimentichiamo la provincia. 

È l’arch. Rocco Scimone il nuovo Soprintendente ai Beni culturali per la provincia di Messina. La nomina è stata formalmente accettata ieri e, dopo la firma del contratto, diverrà operativa dai primi di novembre. L’arch. Scimone, messinese, 62 anni, è  l’attuale direttore della Biblioteca regionale, incarico che ricopre dal 2010. È entrato nell’amministrazione dei Beni culturali nel 1981 e dal 1999 ha svolto il ruolo di direttore del servizio Architettonico-paesaggistico. Già nel 2006 fu nominato sovrintendente, ma poi l’incarico fu revocato a seguito degli esiti di alcune contestazioni giurisdizionali. «Il mio primo impegno? Reperire e spendere tutti i fondi possibili – annuncia il neo soprintendente, che subentra all’arch. Salvatore Scuto – e ovviamente condurre una vera e propria battaglia (come peraltro fatto anche da responsabile dei beni architettonici, ndc) per la valorizzazione della Real Cittadella e dei beni della zona falcata, come il forte SS. Salvatore, ma anche di Forte Gonzaga o di Palazzo Ciampoli a Taormina: non dimentichiamo la provincia. 

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